È stata inaugurata la Casa della Comunità di Sèn Jan di Fassa, il settimo dei nuovi presidi che si propongono di avvicinare i servizi socio sanitari ai cittadini sviluppando i nuovi modelli di integrazione sociosanitaria, in linea con quanto previsto dal DM 77. All’inaugurazione erano presenti le più alte autorità provinciali e territoriali: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali Mario Tonina, il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento Andrea Ziglio, il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, la direttrice sanitaria Denise Signorelli, il direttore del Distretto est Enrico Nava e il procurador del Comun General de Fascia Edoardo Felicetti. Hanno partecipato all’evento anche la direttrice per l’integrazione socio sanitaria Elena Bravi, la conseiera de procura e vice procuradora Lara Battisti, la senatrice Elena Testor, il conseier de procura con delega alla sanità Gianluigi De Sirena, il sindaco del Comune di Sèn Jan Giulio Florian, il sindaco di Moena Alberto Kostner, l’assessore regionale Luca Guglielmi e i rappresentanti della medicina di famiglia, tra cui Valerio Di Giannantonio, segretario FIMMG Trentino.
La Casa della Comunità di Sèn Jan di Fassa serve la popolazione di sei Comuni – Canazei, Campitello di Fassa, Mazzin di Fassa, Sèn Jan di Fassa, Soraga di Fassa e Moena – per un totale di circa 10.100 residenti. Il presidio svolge un ruolo strategico anche per l’assistenza ai turisti: la valle registra mediamente circa 11mila presenze turistiche giornaliere durante l’anno, che arrivano a 20-30mila al giorno nella stagione invernale e tra 15-25mila nella stagione estiva. Per la posizione centrale rispetto ai paesi della valle e la distanza dal più vicino ospedale di Cavalese la Casa della Comunità di Sèn Jan di Fassa si configura come un importante polo territoriale per l’erogazione di servizi sanitari e sociosanitari. La struttura ha recentemente beneficiato di importanti interventi di ammodernamento e riqualificazione energetica, che hanno migliorato l’efficienza e il comfort degli spazi.
La struttura ospita le principali funzioni previste dal modello delle Case della Comunità, con un’offerta integrata di servizi sanitari, sociosanitari e amministrativi. Tra i servizi attivi ci sono il Punto unico di accesso (PUA), la porta di ingresso al sistema dei servizi sociali e sanitari che offre accoglienza, informazione e valutazione dei bisogni dei cittadini, e l’assistenza primaria, con i medici di medicina generale (organizzati in AFT, alternano la loro attività tra Casa della Comunità e ambulatori di prossimità), la pediatria di libera scelta e la continuità assistenziale (ex guardia medica). La Casa della Comunità ospita anche i servizi infermieristici di famiglia e di comunità, con attività ambulatoriali e domiciliari, il punto prelievi e diversi ambulatori specialistici, tra cui geriatria, diabetologia, chirurgia, ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, odontoiatria, ginecologia e dermatologia. Tra gli elementi qualificanti della struttura ci sono il punto di primo intervento ortopedico, attivo durante la stagione invernale e dedicato sia ai residenti sia ai numerosi turisti che frequentano la valle e il punto di raccolta sangue. A supporto dell’attività clinica sono disponibili diverse tecnologie diagnostiche – tra cui ecografo, elettrocardiografo, spirometro e sistemi per il monitoraggio cardiaco e pressorio – utilizzabili da medici e professionisti sanitari anche nell’ambito dell’assistenza domiciliare. All’interno della struttura trovano spazio anche: attività consultoriali, programmi per la prevenzione e la cura delle dipendenze (alcologia, antifumo e altre fragilità), il servizio di riabilitazione e una postazione di Trentino Emergenza 118 attiva 24 ore su 24. Un ruolo centrale è svolto dalle attività di prevenzione e promozione della salute, con l’ambulatorio vaccinale e i programmi di screening oncologici e pediatrici, oltre alle iniziative dedicate alla promozione di corretti stili di vita e alla tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro.
La Casa della Comunità rappresenta anche un’occasione concreta per rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali del Comun General de Fascia, a partire da Spazio Argento, punto di riferimento per anziani e caregiver. Importante anche la collaborazione con la APSP di Fassa. Tra gli obiettivi futuri c’è il rafforzamento della partecipazione della comunità locale attraverso tavoli di confronto tra professionisti sanitari, servizi sociali, enti locali, terzo settore e associazioni di cittadini, per sviluppare risposte sempre più aderenti ai bisogni reali della popolazione.
«L’inaugurazione della Casa della Comunità di Sen Jan – ha sottolineato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – rappresenta un passaggio importante nel percorso di riorganizzazione della sanità trentina avviato nel 2021 con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza sul territorio e la vicinanza ai cittadini. Fin dall’inizio abbiamo creduto in un modello di sanità di prossimità, in cui la casa resta il luogo migliore di cura e in cui i servizi devono essere sempre più integrati con la comunità. In questa direzione si è sviluppata anche la riorganizzazione della medicina di famiglia, realizzata grazie alla collaborazione con i sindacati e con i medici di medicina generale, attraverso il lavoro condiviso tra professionisti. Il DM 77 ha di fatto riconosciuto e rafforzato questa nostra impostazione. In un contesto segnato da denatalità e invecchiamento della popolazione, con un’età media in Trentino tra le più alte d’Italia, è sempre più necessario organizzare servizi capaci di rispondere ai nuovi bisogni di salute. Abbiamo quindi costruito un modello trentino che non impoverisce il territorio e che non prevede la chiusura degli ambulatori periferici, ma punta sull’integrazione tra medici di medicina generale, specialisti e servizi sociosanitari. La Casa della Comunità non è un punto di arrivo, ma di partenza: ogni struttura mantiene le proprie peculiarità, con l’obiettivo di mettere in rete competenze diverse e migliorare l’accesso ai servizi per i cittadini».
Ad illustrare le varie fasi che daranno piena operatività al percorso partecipativo di costruzione della Casa di Comunità è stata come sempre la direttrice sanitaria di Apss Denise Signorelli: «Questa inaugurazione è una tappa importante di un percorso progettuale articolato che si è sviluppato attraverso diverse fasi, anche di ascolto e condivisione dei diversi attori del sistema. Il modello su cui stiamo lavorando si basa sul concetto di rete: la Casa della Comunità è un nodo fondamentale, ma deve essere pienamente integrata con i servizi territoriali e con l’ambito sociale. Per questo abbiamo avviato un dialogo strutturato con il sociale, con l’obiettivo di considerare la persona nella complessità della vita quotidiana dove si intrecciano bisogni sanitari e sociali, valorizzando la prossimità e la promozione della salute e dei corretti stili di vita. Se una Casa della Comunità deve rispondere davvero ai bisogni dei cittadini, è fondamentale tenere conto delle caratteristiche e delle esigenze di ogni territorio. Questo percorso porta con sé un cambiamento nel modello organizzativo e negli strumenti utilizzati: dalla telemedicina alle applicazioni per il monitoraggio dei pazienti cronici, strumenti che ci permettono di rafforzare ulteriormente la presa in carico e la vicinanza ai cittadini».