Le primissime proteste studentesche degli anni Settanta raccontate da Vita Trentina

“Davanti allo stesso palazzo erano schierati due cordoni di carabinieri e di poliziotti: uno davanti all’ingresso, l’altro sul marciapiede opposto. Al passaggio della manifestazione il cordone schierato sul marciapiede veniva a trovarsi in mezzo tra studenti e operai. Fu in quel momento che nacquero i primi scontri con contusi e feriti da ambo le parti. Nel frattempo veniva comunicata la sentenza: lo studente era stato condannato a 4 mesi con la condizionale, l’operaio veniva prosciolto, quindi tutti e due venivano rilasciati. Ciononostante gli studenti tornavano alla carica assaltando il tribunale: gli scontri tra i dimostranti e la polizia riprendevano davanti all’edificio con lanci di cubetti da una parte e di candelotti lacrimogeni dall’altra, con colpi di bastone e di sfollagente, caroselli di camionette della celere e cariche dei dimostranti fino a tarda notte”.

Giovedì 23 aprile 1970 Vita Trentina riporta l’esito degli scontri avvenuti durante l’ultima settimana. Guidate dal Dipartimento di Sociologia insorgono a Trento le prime proteste studentesche.

Nei giorni precedenti erano avvenuti degli scontri tra studenti e membri dell’Avanguardia nazionale in cui erano stati arrestati uno studente di sociologia e un giovane lavoratore.

Il 17 aprile, giorno del processo, si tenne una manifestazione studentesca davanti al palazzo di giustizia, a favore del rilascio dei due accusati. Contemporaneamente un corteo antifascista dei sindacati si era trovato ad attraversare la stessa strada. Dopo l’emissione della sentenza la manifestazione sfociò in assalti contro la polizia che si protrassero fino alla mezzanotte con scontri e vandalismo in più punti del centro città.

“Ad un certo punto i dimostranti dirottavano verso la sede della questura, il palazzo della Regione e piazza Duomo, un gruppo prendeva di mira la sede de L’Adige con lanci di cubetti, infrangendo le finestre della tipografia e della redazione”.

È un momento di allerta, la violenza viene condannata dalla gran parte della cittadinanza e dagli stessi studenti che hanno paura che questo inquini le loro reali intenzioni. Anche la nonviolenta Democrazia cristiana nei giorni successivi fece appello agli Alpini per contenere le proteste giovanili e provocò involontariamente nuovi scontri in cui alcuni studenti rimasero vittime di pestaggi.

Le istanze studentesche sono provocatorie ma hanno l’intenzione di riformare la società in cui vivono: una sfida alle istituzioni, alle università e un’accusa poco velata alle generazioni che li hanno preceduti. Di stanchezza, troppa attenzione al denaro e al progresso e poca alla vita civile.

È l’inizio degli anni Settanta anche per il Trentino. Quegli anni Settanta iniziati con la strage di piazza Fontana, che ha messo in moto in Italia un clima di tensione e ribellione, soprattutto da parte della fascia giovanile.

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