“Nella mia decisione c’è anche una parte di riflessione piuttosto sostanziale dal punto di vista personale. Una riflessione che appartiene all’uomo politico e che prescinde da una valutazione e un giudizio che investe la Giunta Provinciale. Riguarda l’esito del voto, la politica e il come stiamo nella politica”. A parlare è Mario Malossini, nel numero di Vita Trentina del 19 aprile 1992, che riporta l’intervista all’ex presidente della Giunta provinciale di Trento, con le motivazioni dell’annunciato ritiro e l’invito alla riflessione lanciato alla DC.
Nel 13 aprile del 1992 infatti Malossi si dimise dal ruolo di presidente delle Giunta assieme ai suoi assessori. Tra i motivi delle dimissioni la sconfitta del suo partito, la Democrazia Cristiana, alle elezioni politiche del 5 e 6 aprile 1992, ribaltato da un crescente consenso della Lega. Questo momento segna la fine della cosiddetta Prima Repubblica e la conclusione del “patto di ferro” tra PCI e DC alla guida della Provincia autonoma di Trento.
“Lei ha detto che non ha nulla da rimproverarsi per quanto riguarda il suo comportamento, anche privato. Ma il partito, di fronte ai “j’accuse”, ultima vicenda quella della sua villa, si è ben guardato dal difenderla“, incalzava il giornalista Domenico Sartori, che aveva intervistato Malossini. “Innanzitutto – replicava quest’ultimo – io non dico che non ho nulla da rimproverarmi. Intanto, non siamo noi che dobbiamo affermare questo. Sono gli altri, la società, il dibattito e il confronto politico che possono esprimere questo tipo di valutazioni. Semplicemente io avverto – e il mio gesto ne è una conseguenza – che oggi c’è bisogno di un supplemento di istruttoria nell’interrogarci sul nostro stare nella politica, nel partito, nella società e nelle istituzioni. Io ho sempre operato in stretto collegamento con il partito. Mi lasci distinguere ancora una volta tra quello che appartiene al chiacchiericcio del retrobottega e le posizioni della politica chiare e comprensibili.”
Con l’inchiesta Mani Pulite saranno toccati anche diversi personaggi della politica trentina. Tra questi lo stesso Mario Malossini che, accusato di concussione, sarà arrestato due volte, il 23 gennaio e il 3 giugno del 1993. Malossini era accusato del tentativo di appropriarsi di una villa a Torbole e di tentata concussione ai danni degli alberghi di Centrale e Portici di Riva del Garda, a cui avrebbe garantito il contributo miliardario della Provincia. Entrambe le accuse sono state poi derubricate al grado di corruzione dalla Corte di Cassazione e sono cadute in prescrizione.