Ail Trento sostiene tre progetti di ricerca sviluppati in collaborazione con Cibio e Asuit

Dalla comprensione dei meccanismi molecolari dei tumori pediatrici alla ricerca di nuove immunoterapie cellulari, fino a strumenti per diagnosticare precocemente complicanze gravi come l’amiloidosi: sono questi gli obiettivi del nuovo programma di ricerca sostenuto da AIL Trento, sviluppato in collaborazione con CIBIO e l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino.

Il programma si articola in tre progetti innovativi, finanziati da AIL Trento ODV, che affrontano alcune delle sfide più rilevanti dell’oncoematologia. Il primo progetto è dedicato alle sindromi mielodisplastiche pediatriche, patologie rare e ancora poco conosciute. Grazie a tecnologie avanzate di analisi dell’RNA, lo studio punta a identificare nuove firme molecolari per arrivare a diagnosi più precise e aprire la strada a terapie personalizzate nei pazienti più giovani. L’impatto atteso per AIL è considerevole: una comprensione più profonda dei tumori del sangue in età pediatrica potrà tradursi in diagnosi più precise e terapie sempre più mirate, aprendo nuove possibilità di cura per bambini e adolescenti.

Il secondo progetto si concentra sull’immunoterapia e sullo sviluppo di cellule Natural Killer potenziate, con l’obiettivo di superare i meccanismi con cui i tumori inibiscono la risposta immunitaria. Si propone di valutare strategie per ampliare le opzioni terapeutiche. Grazie al finanziamento di AIL Trento, sarà possibile avviare una linea di ricerca dedicata allo sviluppo di cellule immunitarie ingegnerizzate, con potenziale miglioramento della capacità antitumorale e della resistenza all’ambiente tumorale. Un ulteriore passo verso terapie più efficaci.

Il terzo progetto affronta l’amiloidosi AL, una grave complicanza delle malattie ematologiche spesso diagnosticata in fase avanzata. La ricerca mira a identificare precocemente i pazienti a rischio e a sviluppare nuovi approcci terapeutici capaci di bloccare il danno d’organo. Questo programma rappresenta un investimento concreto nella ricerca traslazionale, con ricadute dirette sui pazienti: diagnosi più tempestive, terapie più mirate e nuove prospettive di cura. I tre progetti, della durata di tre anni, contribuiranno anche a rafforzare le competenze scientifiche sul territorio e a formare giovani ricercatori in ambiti strategici per il futuro dell’oncoematologia.

“Questo nuovo accordo è un passo concreto per rafforzare la ricerca sulle malattie del sangue – sottolinea Paolo Macchi, direttore del Dipartimento CIBIO – e consolida la collaborazione tra CIBIO e A.I.L. Trento, un percorso costruito negli ultimi anni con l’obiettivo di sostenere la ricerca, sensibilizzare la società sull’importanza dei risultati scientifici e promuovere la formazione delle future generazioni di ricercatori e ricercatrici impegnati nello studio di queste patologie. La collaborazione con A.I.L. si è rivelata fondamentale, consentendoci di raggiungere traguardi significativi nello studio ad esempio delle sindromi mielodisplastiche e delle leucemie. Oltre all’impegno quotidiano di ricercatori e ricercatrici – prosegue Macchi – c’è anche la forte consapevolezza delle speranze dei pazienti e delle loro famiglie, che chiedono cure sempre più efficaci in tempi brevi. Questo obiettivo può essere raggiunto grazie alla ricerca solo attraverso una profonda comprensione dei meccanismi biologici alla base delle patologie. Le moderne tecnologie rappresentano uno strumento fondamentale al servizio della ricerca biomedica, che oggi può procedere con maggiore rapidità verso il raggiungimento di nuove conoscenze e verso lo sviluppo di terapie sempre più efficaci e personalizzate, con l’obiettivo di migliorare l’aspettativa e la qualità della vita dei pazienti”.

“Con questo investimento – sottolinea il presidente di AIL Trento ODV, Roberto Valcanover – sosteniamo non solo la ricerca, ma una visione: portare innovazione, diagnosi più precoci e terapie più efficaci direttamente a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie. AIL Trento è da sempre al fianco della ricerca e dei pazienti. Sostenere progetti come questi significa contribuire in modo concreto a costruire nuove speranze di cura”.

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