“In questi anni abbiamo sperimentato che il 25 aprile non è una ricorrenza sempre uguale a se stessa, perché ogni volta si carica di nuove sfumature di significato che dialogano con il presente”. Lo ha detto il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, a Palazzo Geremia, dove si sono tenute le celebrazioni del 25 aprile. “Il valore della festa della Liberazione dal nazifascismo non si limita infatti al ricordo della lotta partigiana contro la feroce dittatura di Mussolini, ma consiste piuttosto in un insieme di ideali positivi – la libertà, la giustizia sociale, la fratellanza – che fin da principio hanno indicato all’Italia ridotta in macerie l’obiettivo di una profonda trasformazione della società, tuttora incompleta e non di rado minacciata”.
Altrettanto, ha aggiunto il sindaco “potremmo dire del fascismo che, secondo un’efficace definizione, è una sorta di ‘bersaglio mobile’, ovvero ha una natura proteiforme e sfuggente, capace di mutare per adattarsi e riemergere in contesti diversi da quello originario”, basti pensare ai “segnali inquietanti che il nostro tempo ci propone”.
“In Italia oggi non è possibile essere a-fascisti, non è ammissibile sospendere il giudizio sull’operato di Mussolini né considerare un capitolo chiuso, punto e a capo, quella lunga sequela di orrori che va dall’alleanza con Hitler alle leggi razziali ai crimini coloniali. Non fosse per il fatto che quando sei stato malato gravemente, non puoi dimenticare né quale sia stata l’origine del morbo da cui sei guarito né quali siano i suoi sintomi perché rischi una caduta mortale”.
Il vicepresidente della Provincia di Trento, Achille Spinelli, ha ricordato il nesso tra il 25 aprile e il 2 giugno, di cui quest’anno si festeggiano gli ottant’anni, perché significa anche “riconoscere una volta di più quei valori e quei principi che sono al centro della nostra Costituzione. Tra questi c’è il principio dell’Autonomia”. Ha preso la parola anche la commissaria del Governo Isabella Fusiello: “Celebrare il 25 aprile, oggi, non è un semplice esercizio di memoria”, perché “la nostra libertà è frutto di un sacrificio collettivo che ha rimosso le macerie dell’oppressione”, ha detto la commissaria del Governo. Dal canto suo, il presidente dell’Anpi del Trentino Mario Cossali ha ricordato la storia di Giorgio Marincola, il partigiano italo-somalo che venne insignito della medaglia d’oro al valore militare e che morì il 4 maggio 1945 a Stramentizzo. Infine, Elena Tonezzer, del Museo Storico del Trentino, ha ricordato il ruolo delle donne nella lotta partigiana e nella fondazione della Repubblica.



