Premio Sat 2026, ecco i tre i vincitori

Sara Segantin. Foto di Michele Purin

I Gruppi Speleologici SAT Arco e Vigolo Vattaro per l’attività alpinistica; Sara Segantin per l’attività storico-scientifico-letteraria; la redazione de L’AltraMontagna per l’attività sociale sono i vincitori della trentesima edizione del Premio SAT 2026.

Tre esperienze diverse, unite dalla capacità di interpretare il presente della montagna. Da dentro, con i Gruppi Speleologici SAT Arco e Vigolo Vattaro, esplorando ciò che non si vede, nelle profondità della terra; da fuori, con Sara Segantin, attraverso il racconto e la capacità di tradurre la complessità della crisi climatica, rendendola comprensibile anche alle nuove generazioni; oltre, con la redazione de L’AltraMontagna, stimolando uno sguardo sulle trasformazioni delle terre alte.

Pietro Lacasella e Luca Pianesi de L’AltraMontagna. Foto Michele Purin

Tre prospettive che provano a leggere la montagna senza semplificazioni. È questa la sintesi che emerge da questa trentesima edizione: una montagna che non è più solo esperienza, ma spazio da interpretare, attraversato da cambiamenti che chiedono nuovi linguaggi, responsabilità e punti di vista.

Nel loro insieme, i riconoscimenti delineano il senso del Premio SAT: non solo valorizzare esperienze significative, ma indicare una direzione, richiamare responsabilità e contribuire a costruire una cultura della montagna capace di tenere insieme ambiente, comunità e futuro.

“Il Premio SAT di quest’anno mette insieme tre modi diversi di confrontarsi con la montagna – ha sottolineato Claudio Bassetti, presidente della giuria del Premio –. C’è chi la esplora da dentro, in ciò che non si vede; chi la osserva e la racconta provando a tradurre la complessità dei cambiamenti in atto; e chi costruisce uno sguardo che va oltre, interrogando il presente senza semplificarlo. Queste esperienze ci dicono che la montagna oggi non può più essere letta con un solo linguaggio. Serve tenere insieme ricerca, racconto e capacità critica, perché è proprio da questa pluralità di sguardi che nasce una comprensione più profonda dei cambiamenti che stiamo vivendo. Il Premio SAT non vuole indicare modelli, ma riconoscere percorsi che aiutano a interpretare la montagna contemporanea e a costruire strumenti di lettura utili per il futuro”.

La giuria del Premio SAT – composta da Claudio Bassetti (presidente), Carlo Ancona, Palma Baldo, Marco Benedetti, Ugo Scorza e dal presidente SAT Cristian Ferrari – ha orientato le proprie scelte tenendo insieme tre dimensioni centrali: la ricerca di nuove prospettive, la capacità di comunicazione e la cura dell’ambiente.

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