Rovereto investe nei percorsi di formazione e ricerca dell’Università di Trento

UNITN – presentazione del Piano attività 2026 nell’ambito della Convenzione dell’Università di Trento con il Comune di Rovereto – da sinistra: rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian – sindaca del Comune di Rovereto Giulia Robol – direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive Gianluca Esposito

Nel contesto dell’accordo quadro 2023-2027, il Comune di Rovereto ha finanziato una serie di percorsi con l’Università di Trento, investendo 308.800 euro per la programmazione delle attività che partiranno nel 2026, consolidando la presenza dell’ateneo in città. La decisione presa dalla Giunta non è un semplice atto burocratico, ma la continuazione di un percorso strategico volto a rendere Rovereto un punto di riferimento per l’insediamento di ambiti universitari di rilievo. La convenzione dentro la quale si colloca questa programmazione, valida fino al 2027 con possibilità di proroga, stabilisce una forte alleanza tra l’ente pubblico e l’ateneo, mirando a una “visione comune” che superi i confini delle aule per influenzare l’intero tessuto sociale ed economico locale.

I settori di intervento spaziano dalla ricerca scientifica ad attività divulgative, passando per l’orientamento degli studenti e la formazione continua degli insegnanti. Nel delineare le priorità e le prospettive di sviluppo per il 2026, emerge con chiarezza il ruolo centrale di Rovereto come polo di eccellenza nel campo della psicologia e delle neuroscienze, capace di coniugare ricerca avanzata e forte radicamento territoriale. Il tema “Psicologia e Neuroscienze a Rovereto: ricerca, territorio ed eccellenze” rappresenta infatti un asse strategico attraverso cui valorizzare competenze scientifiche di alto livello e il loro impatto concreto sulla comunità.

Accanto a questo, assume particolare rilevanza il filone “Genere, Stereotipi ed Equità: dalla ricerca al cambiamento sociale”, che testimonia l’impegno dell’Ateneo nel tradurre i risultati della ricerca in azioni e strumenti utili a promuovere una società più equa e inclusiva, incidendo sui contesti educativi, istituzionali e culturali.

Grande attenzione è inoltre dedicata al tema dell’“Educazione inclusiva nell’infanzia e adolescenza”, con un focus specifico su pratiche, processi e strategie orientate al benessere e alla partecipazione di bambini/e e ragazzi/e.

Si rafforza infine la collaborazione di ricerca nell’area delle scienze motorie con il CeRiSM – Centro Ricerca Sport, Montagna e Salute, a conferma di un approccio interdisciplinare che integra salute, benessere e qualità della vita, con ricadute dirette sulla comunità locale.

L’idea di “Città Universitaria” promossa dalla Giunta è un’accezione ampia, che abbraccia non solo lo studente che frequenta le lezioni, ma anche il cittadino che partecipa alla divulgazione scientifica. È un investimento sul futuro che trasforma Rovereto in un laboratorio a cielo aperto, dove la tradizione storica incontra la frontiera della conoscenza moderna.

“Questo programma – interviene la sindaca di Rovereto Giulia Robol – consolida il disegno dell’investimento dell’Università in città. Non si tratta solo di un’offerta didattica, ma anche di percorsi di ricerca legati a scienze cognitive e scienze motorie, oppure percorsi per attirare competenze da fuori come le borse di studio nel progetto di ricerca “Scholars at risk”, che danno la possibilità di formazione a ricercatori che provengono da zone di guerra. C’è un occhio di riguardo alla tradizione della città, ma anche un confronto multiculturale e multinazionale che possa sviluppare presenze di studenti da fuori, guardando alla complessità del mondo. La cultura è il miglior antidoto per affrontare i problemi d’oggi”.

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