Aumenta la stretta della polizia di Rovereto sull’abbandono dei rifiuti

A Rovereto continuano le segnalazioni per l’abbandono dei rifiuti. Sacchi gettati sia preso i cestini pubblici, che lontano da occhi indiscreti nel bordo strada o nelle aree boschive. Il tutto accompagnato purtroppo da una ricorrente mancanza nella raccolta differenziata da parte di alcuni cittadini.

La maggioranza dei cittadini da un buon apporto nella raccolta per agevolare il riciclo, ma dall’altra parte c’è una piccola percentuale di ritrosi a fare il proprio dovere. Su questi, il lavoro di controllo della polizia locale non cessa mai, anzi negli anni è andato a crescere anche perché sono cresciute le segnalazioni da parte di cittadini sensibili. Le sanzioni sono passate da 273 nel 2019 alle 489 dell’anno scorso; le uscite del personale specializzato sono state 709 l’anno scorso, mentre nei primi tre mesi di quest’anno sono già arrivate a 162.

L’attività della polizia locale nel controllo dei rifiuti abbandonati o conferiti in modo sbagliato è costante, una mole di lavoro considerevole, che non si limita al solo sopralluogo e controllo. Sono necessari i giusti tempi di verifica, la redazione di verbali, l’invio della contestazione amministrativa o dell’incartamento in Procura se ci sono gli estremi del reato penale.

Ma l’intendimento della polizia locale non è solo repressivo: prima di inviare la sanzione c’è quasi sempre un contatto telefonico o di persona con il possibile trasgressore, una chiamata per capire le motivazioni ma anche per spiegare quali sono le regole e per aggiungere informazioni.

Questo lavoro è molto utile sia per accertare compiutamente le violazioni, sia per dare informazioni e formazione ai cittadini, con la consegna anche di brochure e materiale informativo.

Fare un giro assieme agli agenti della Locale è molto istruttivo. Si parte di buon’ora con un’agenda di controlli fittissima: in parte è dettata dalle segnalazioni dei cittadini, in parte dall’esperienza degli operatori.

Assieme all’auto di servizio c’è sempre il furgoncino di Dolomiti Ambiente. La prima tappa è su una serie di cestini pubblici che qualcuno ha individuato come il posto migliore per smaltire erba e ramaglie della pulizia del proprio giardino. No, non si fa. Seconda tappa in via Bezzi, dove si sono accumulati dei sacchi “fuorilegge” di chi ha scambiato la campana del vetro per un centro raccolta. Controllo per risalire all’identità dei proprietari e foto, per poi fiondarsi al rione Papa Giovanni dove abbondano i sacchi grigi ormai “fuori corso”. E poi via ancora in posti già noti: l’area sportiva dei Lavini, lo spiazzo ex Aragno e il bosco circostante dove si trova un divano, scarpe e indumenti quasi nuovi, cibarie ancora sigillate del banco alimentare: tutto buttato tra gli arbusti. Poco più in là c’è anche una borsa di vestiti a bordo strada, probabilmente gettata in corsa da qualche auto di passaggio. Tutto questo in un paio d’ore. Una volta rientrati in ufficio comincia la fase di accertamento e di verifica. Le sanzioni sono molto pesanti, soprattutto con l’approvazione del decreto ispirato dalla “Terra dei fuochi”: si parte dai mille euro fino ad arrivare alla denuncia penale.

“Tra le regole del vivere comune – commenta l’assessore all’ambiente e alla transizione ecologica, Ruggero Pozzer – c’è la corretta gestione dei rifiuti. Rifiuti prodotti da ciascuno di noi e che sono dunque nostra personale responsabilità. Purtroppo, una minima parte di cittadini sfugge a tale obbligo sociale e li smaltisce in maniera impropria e illegittima; sono pochi ma creano un danno enorme in termini di deturpamento del paesaggio e costi di recupero degli stessi; costi che ricadono anche su coloro che seguono le corrette regole del buon smaltimento”.

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