S’accendono le comunità del futuro

illustrazione di Lorena Martinello

Potrebbe davvero avere la forza mite di una scintilla, o di un diffuso crepitare di scintille, il documento sui “Fuochi Eucaristici” che pubblichiamo nelle quattro pagine centrali e che il vescovo Lauro ha datato significativamente nella solennità del Corpus Domini.

Senza l’alimento dell’Eucaristia, considerata come “culmine e fonte” attorno alla quale la comunità si raduna e con la quale ritorna sulle piazze, non sarebbe comprensibile il simbolo scelto: sarebbero fuochi di paglia.

Attraverso questa stimolante nota pastorale, da oggi possiamo quindi guardare con maggior chiarezza a questi “Fuochi Eucaristici”, annunciati da mons. Tisi lo scorso settembre ed ora motivati nei loro “perché” e prefigurati nel loro “come”. Non rappresentano certo una meta già conquistata anche se in alcune zone del Trentino di fatto se ne vivono già alcune delle funzioni auspicate – quanto una direzione nella quale incamminarsi, come suggerisce l’indicazione “verso” che troviamo nel titolo. La spinta che porta “più comunità cristiane a convergere in un’unica celebrazione domenicale o festiva” – così si può definire in sintesi il Fuoco Eucaristico – non è infatti una scorciatoia di fronte all’inesorabile indisponibilità di sacerdoti per tante parrocchie, bensì a “costruire insieme con fiducia il futuro, guardando oltre i propri confini, senza presunzione di autosufficienza. Mettersi in movimento “Verso i Fuochi Eucaristici” è un dinamismo che risente molto di quel Cammino sinodale che non vorremmo aver archiviato, anche se ne sentiamo parlare meno. Soltanto “insieme”, attraverso passaggi graduali in cui l’ascolto sincero dello Spirito, della Parola e dei fratelli rimane prioritario, si potrà infatti richiamarsi continuamente ai criteri teologici ed ecclesiali che hanno portato a individuare ed ora perseguire questo modello. Senza ripiegare in soluzioni improvvisate o unilaterali, tanto peggio se imposte da qualcuno.

Elaborato anche nel confronto con i preti trentini e nel Consiglio Pastorale Diocesano, intrecciato con il lavoro di studio sull’unificazione delle parrocchie, questo testo rimane molto aperto: non solo perché prevede “comprensibili resistenze” ma perché vuole realizzarsi sul territorio nelle modalità scelte dalle stesse comunità locali: dal numero dei Fuochi Eucaristici alla loro localizzazione, agli aspetti pratici e logistici. Dalla realtà “che è sempre più grande dell’idea” (papa Francesco docet) potranno nascere esperienze che daranno corpo a questo disegno. Vi invitiamo a leggere queste quattro pagine con attenzione, inviandoci i vostri commenti. Per ora preme sottolineare quanto quest’orizzonte futuro trovi molti puntelli sia nel deposito dei Padri della fede che nel magistero del Vaticano II inattuato.

Sarebbe riduttivo inoltre “leggere” soltanto in una chiave di efficace organizzazione liturgica la creazione dei Fuochi Eucaristici (un termine fra l’altro inedito nei percorsi avviati da altre Diocesi italiane dove si parla di “poli” o di “centri”), come sottolinea il documento: accanto al Pane, troviamo l’ascolto della Parola e la centralità data ai Poveri, per far “emergere il volto dei poveri e degli affaticati”.

Ma il profumo di futuro di questo testo è già nell’affermazione iniziale colta sulla bocca di un giovane vigile del Fuoco incontrato da don Lauro nella Visita pastorale. E se grazie a queste vivaci scintille presenti sul territorio venissero altre simili scoppiettanti sorprese, guardando con fiducia in questa direzione?

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