Landini: “Serve una riforma che metta al centro diritti, tempi di vita e lavoro di cura”

© foto Wasabi/ Daniele Mosna

Nella giornata conclusiva della Festa nazionale di LiberEtà a Rovereto, presso il Cortile urbano della città, la mattina è stata scandita da vari interventi. La prima a salire sul palco è stata l’attrice Lella Costa, seguita da un dibattito, condotto da Neri Marcorè, a cui hanno preso parte Alba Bonetti, coach e formatrice di caregiver, Walter Massa, presidente nazionale Arci, Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil, e Sandra Zampa, senatrice del Partito Democratico. Ha concluso la Festa, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Landini ha toccato vari argomenti: la lotta alla precarietà, la tutela del potere d’acquisto di salari e pensioni, la difesa della sanità pubblica universale, una politica di pace in cui al centro sia la persona e i suoi diritti. Il segretario generale della Cgil ha sostenuto che la precarietà attuale sia il risultato di scelte legislative degli ultimi vent’anni che hanno favorito sistemi come il subappalto a cascata e le finte cooperative, creando un modello d’impresa basato sullo sfruttamento. La sua proposta è quella di garantire stabilità occupazionale e parità di diritti per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. “Io credo – ha spiegato – che tutto questo vada cambiato con leggi che debbono stabilire che le persone che lavorano, a prescindere dal rapporto del lavoro che hanno, debbono avere gli stessi diritti e devono avere le stesse tutele e poi il lavoro deve essere stabile“.

Il segretario ha denunciato il fatto che, mentre i profitti sono aumentati, i salari e le pensioni hanno perso valore. Landini ha criticato l’attuale sistema fiscale, sottolineando che lavoratori dipendenti e pensionati sono i soggetti che pagano più tasse, e ha chiesto interventi contro il fiscal drag per proteggere il netto in busta paga. “Siamo al paradosso che nel nostro paese pensionati e lavoratori dipendenti sono quelli che pagano più tasse. Dal 2022 al 2025 sono stati versati 25 miliardi che non dovevano essere versati semplicemente perché quando ti aumenta il lordo non ti aumenta il netto, ma aumentano le tasse che tu paghi. La follia di questi anni è che non solo sono aumentati i profitti a dismisura e son calati i salari”.

Infine sulla sanità pubblica, ha sottolineato il definanziamento che favorisce i privati a discapito della sanità universale: “I cittadini sono costretti a pagare circa 40 miliardi di euro l’anno di tasca propria a causa delle liste d’attesa. La Cgil propone di finanziare il sistema pubblico attraverso una riforma fiscale che tassi le grandi ricchezze e le rendite, per poter investire in medici, infermieri e servizi territoriali”. 

Infine una battuta sulla pace: “Per avere diritti abbiamo bisogno di pace, per avere democrazia dobbiamo combattere l’idea che sia la guerra a regolare i rapporti tra le persone”. “Serve un disegno di riforma radicale in cui al centro siano i diritti, i tempi di vita, l’organizzazione delle città, il lavoro di cura che ricostruisce i legami sociali, è questa è la funzione del nostro sindacato”.

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