Con l’annuncio della seconda ondata di caldo estremo diffusa nelle scorse ore, Fillea Cgil, Feneal Uil Taa, Filca Cisl – le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori dell’edilizia, del settore lapideo e della lavorazione del legno – intervengono congiuntamente per rilanciare l’allarme sui rischi di lavorare in condizioni meteorologiche estreme.
“Per arginare i pericoli, le linee guida emanate dalla Provincia non bastano e i motivi sono due. Il primo: in assenza di una regola chiara, nessuna ditta sarà realmente obbligata a fermare i lavori, si rinvia tutto all’arbitrio del titolare e alla responsabilità del lavoratore, quasi che quest’ultimo debba essere in grado di prevedere il sopraggiungere di un malore”, sostengono i sindacati. “Secondo: con un’ordinanza chiara, in caso di superamento delle temperature stabilite le aziende sono obbligate al fermo cantiere. Questo garantisce non solo i lavoratori ma anche le stesse imprese, che avrebbero la certezza di vedersi accolta la Cassa integrazione legata al meteo. Si può aggiungere che regole chiare mettono al sicuro le imprese anche da eventuali risvolti penali, in caso di infortuni gravi. Emerge da uno studio realizzato da ricercatori di Cnr e Inail che le ordinanze hanno ridotto gli infortuni fino al 40%. Questi dati non possono essere ignorati girandosi dall’altra parte e non tutelando la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
“Chiediamo all’assessore provinciale Spinelli di incontrarci e di farlo in un cantiere a sua scelta, alle ore 12 di uno dei prossimi giorni. Qui potremo trovare, assieme, le migliori soluzioni: traendo il meglio dagli esempi delle altre Regioni e pensando alla sicurezza dei lavoratori ma anche alle necessarie garanzie per le imprese. In caso di mancato riscontro dalla Provincia, chiederemo al Prefetto l’apertura di un tavolo per i settori che rappresentiamo”, affermano i segretari di Fillea Giampaolo Mastrogiuseppe, Feneal Uil Taa Matteo Salvetti e Filca Cisl Salvatore Teresi.