La notizia
Al termine della benedizione, gli operai e gli escavatori si sono messi subito al lavoro (quasi a voler anticipare la consegna dell’opera, prevista nel 2015) nel piazzale di via Endrici, fra il seminario e il Collegio Arcivescovile.
Sorgerà qui il polo culturale “Vigilianum”, atteso da anni con una laboriosa progettazione e varie finalità, espresse dalle autorità riunite giovedì scorso per la benedizione della prima pietra.
Si chiamerà “Vigilianum”, in onore del patrono che in virtù dei suoi scritti raccolti nella “patrologia minor” può essere considerato anche il primo scriptor della nostra Chiesa. Lo ha sottolineato l’arcivescovo Luigi Bressan, che ha chiesto all’artista Fabio Nones di raffigurare in questo modo Vigilio nella pergamena ricordo – sottofirmata dai committenti e dagli esecutori dell’opera – poi “murata” assieme ad alcune monete coniate datate 2012, secondo la tradizione.
Vita Trentina n. 3 del 20 gennaio 2013
Nel decimo anniversario della sua apertura, il Polo culturale diocesano “Vigilianum” ha invitato la cittadinanza, sabato 20 giugno, alla sua prima “giornata aperta” in un incontro che ha destato molto interesse anche perché ha ricordato che Vigilio, il vescovo romano, educato ad Atene, amico di Crisostomo a Bisanzio e Ambrogio a Milano, promotore della costruzione del primo ospizio per poveri e viandanti, non è “solo” il patrono della “tonca” nell’Adige e della sfida fra Ciusi e Gobi, ma si pone come fondatore di un’identità trentina specifica nelle Alpi, avendo unificato, con la sua predicazione e testimonianza cristiana, le tendenze dispersive dei territori verso il Veronese a sud, Venezia lungo la Valsugana ad oriente e verso l’area tedesca a nord, zone d’attrazione verso cui lo predisponevano le tre tribù romane nelle quali la regione era suddivisa.
La “giornata aperta”, curata e accompagnata da don Stefano Zeni e Leonardo Paris, ha fatto conoscere la struttura del Vigilianum, le persone che vi lavorano e le attività che ospita.
Oltre a fungere da archivio per documenti, manoscritti, incunaboli e cinquecentine il Vigilianum si affaccia sull’attualità ospitando la redazione del settimanale “Vita Trentina” di cui ricorre quest’anno il centenario della fondazione.
Proprio un passato direttore di “Vita Trentina”, don Agostino Valentini, fu fra i sostenitori dell’iniziativa, portando avanti un disegno che vedeva gravitare su via Endrici un polo di presenze culturali, educative ed umanistiche della Chiesa tridentina con il Vigilianum (il nome fu l’arcivescovo Bressan a indicarlo) come asse su cui far gravitare le istituzioni a lui prossime, il Seminario (ora destinato in gran parte a casa di accoglienza) e il Collegio Arcivescovile, storicamente una delle fucine di crescita per la società civile del Trentino.
In questo senso il Vigilianum può rivendicare di aver assunto in anticipo quella funzione di stimolo consapevole e critico che papa Leone ha rilanciato con la sua recente enciclica Magnifica Humanitas, riconfermando per la cultura un ruolo non certo di dominio e controllo sulla vita, di potere sulle intelligenze e sulle anime, ma di promozione, attraverso la ricerca del vero, del bello, della solidarietà fra fratelli, del rifiuto di ogni violenza nella pace, della costruzione ideale di un mondo nel quale “Dio e gli uomini” possano vivere insieme.
È un tema al quale si è riferito indirettamente anche don Ivan Maffeis (che fu anch’egli direttore di “Vita Trentina”) nella sua omelia alla messa televisiva domenica scorsa, presieduta in quanto arcivescovo di Perugia, quando ha indicato come “profezie civili” le iniziative di cultura che promuovono il senso di comunità dal quale nasce l’accoglienza, la pace, il camminare insieme uomini, donne, bambini e Creatore verso un futuro di speranza.
Ecco, il Vigilianum si presenta così, come una biblioteca accessibile a tutti, come un utilissimo centro di incontri, di ascolto e di studio, ma – soprattutto – come una profezia di speranza, perché l’uomo non sia costretto ad affrontare da solo il suo cammino su questa terra.