Si intitola “75 sfumature di Pro Loco” la mostra fotografica organizzata dalla Pro Loco di Vattaro dedicata ai tre quarti di secolo spesi dai volontari dell’associazione al servizio della comunità e alla valorizzazione del territorio che sarà inaugurata sabato 4 luglio, a partire dalle ore 18:30, presso l’incantevole cornice di Palazzo Bortolazzi a Vattaro.
La serata si aprirà con i saluti istituzionali, cui seguirà l’intervento del Presidente della Pro Loco, Luigi Mauro, che illustrerà il significato di questo importante traguardo. L’esposizione, che si terrà dal 5 al 19 luglio presso Palazzo Bortolazzi, rappresenta un viaggio emozionante attraverso il tempo. Il percorso espositivo raccoglie scatti d’epoca, documenti storici e filmati inediti recuperati grazie a una capillare ricerca condotta nell’archivio dell’associazione ma, soprattutto, attraverso preziose testimonianze donate dalle famiglie del territorio.
La celebrazione proseguirà con un momento musicale curato da Andrea Lelli. Sarà inoltre possibile fermarsi per una cena conviviale a base di panini e bibite, un’occasione per condividere ricordi e racconti tra i concittadini. Oltre la mostra: un archivio digitale vivo. L’anniversario non sarà solo un momento di ricordo, ma il punto di partenza per un progetto ambizioso di memoria collettiva. Le fotografie infatti verranno caricate su di un nuovo portale web, una piattaforma digitale interattiva pensata per diventare l’archivio storico della comunità. Il sito permetterà a ogni cittadino di diventare protagonista della memoria locale, caricando le proprie fotografie legate alle attività della Pro Loco, commentando e aggiungendo note alle immagini già presenti, aiutando così a identificare persone, luoghi e date che altrimenti rischierebbero di andare perduti. “I 75 anni della nostra Pro Loco non sono solo un traguardo associativo, ma un pezzo della storia di ciascuno di noi”, il commento di Luigi Mauro, Presidente della Pro Loco di Vattaro. “Con questa mostra e con il nuovo sito internet, vogliamo che la memoria non rimanga chiusa in un cassetto, ma diventi un bene condiviso, capace di crescere e arricchirsi costantemente in vista delle future generazioni”.