Caporalato in Trentino, la condanna di Coldiretti e Confagricoltura

In seguito all’emersione di alcuni gravissimi episodi di caporalato e violenze nei confronti di lavoratori agricoli, culminati nei giorni scorsi con l’arresto di un uomo accusato di intermediazione illecita aggravata e sfruttamento del lavoro, tentata estorsione aggravata in concorso, lesione personale aggravata in concorso, violenza o minaccia, arriva la condanna dei fatti di Coldiretti Trentino Alto Adige e Confagricoltura del Trentino.

“Ci teniamo a sottolineare – afferma il presidente Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige – con assoluta chiarezza che quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il mondo agricolo sano, con il lavoro dignitoso nelle campagne e con i valori di etica, rispetto e trasparenza che animano quotidianamente centinaia di migliaia di imprese agricole italiane. L’episodio descritto rappresenta un fatto puramente criminale. Tali derive rendono ancora più urgente mantenere altissima la guardia contro ogni forma di sfruttamento del lavoro, illegalità, marginalizzazione sociale e tentativi di infiltrazione criminale nelle nostre filiere produttive. Come Coldiretti, ribadiamo la necessità di proseguire con determinazione nel rafforzamento delle attività di controllo e nel contrasto a qualsiasi forma di lavoro irregolare. L’obiettivo comune deve essere quello di colpire con severità chi opera fuori dalla legalità, un agire che danneggia ingiustamente i lavoratori, le imprese agricole oneste che rispettano le regole e l’intera trasparenza delle filiere agroalimentari. Non ci può essere spazio per l’illegalità: il nostro impegno resta massimo nel difendere il lavoro regolare, garantendo condizioni di dignità, sicurezza e tutela per tutti i lavoratori che contribuiscono con onestà al valore del nostro settore agroalimentare.”.

“La realtà che impone il caporalato si basa sullo sfruttamento della vulnerabilità delle persone, sulla violazione dei diritti del lavoro, su intimidazioni e violenze. Una realtà che non combacia con i valori di legalità e giustizia sociale che devono invece caratterizzare il nostro territorio. Il settore agricolo trentino è costituito prevalentemente da piccole aziende, spesso a conduzione familiare, che in alcuni periodi dell’anno fanno richiesta di manodopera aggiuntiva; la ricerca di questa manodopera però non deve aprire la strada a sistemi di sfruttamento e intermediazioni scorrette. Il lavoro che l’organizzazione datoriale porta avanti con costanza è proprio la salvaguardia dei lavoratori e delle aziende che operano in buona fede. Stiamo collaborando infatti su più fronti con la Provincia e con il Servizio lavoro per mettere a disposizione strumenti in grado di garantire alle aziende la disponibilità genuina di manodopera”, aggiunge il Presidente di Confagricoltura del Trentino, Diego Coller.

Le prese di posizione delle associazioni di categoria si inseriscono in un contesto di massima allerta per tutto il comparto. Si rende noto, infatti, che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), d’intesa con il Comando Carabinieri, l’INPS e l’INAIL, ha avviato una campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo. Questa operazione di controllo ispettivo interesserà tutto il territorio nazionale nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 30 settembre 2026, con la possibilità di un’estensione delle attività anche nei mesi successivi. Fondamentale, in questo percorso, è la continua collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie, che lavora quotidianamente sul monitoraggio dei fenomeni illegali, sulla ricerca, sulla promozione della legalità e sul rafforzamento della trasparenza lungo tutto il percorso che porta il cibo dal campo alla tavola.

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