C’è anche un piccolo frammento di Trentino nel racconto degli anni giovanili di papa Leone XIV. Nel nuovo documentario “Leone a Roma”, realizzato dalla Direzione editoriale del Dicastero per la Comunicazione e diffuso sui canali di Vatican News, compaiono infatti alcune fotografie d’archivio che ritraggono Robert Francis Prevost, allora giovane religioso agostiniano, durante una gita sul lago di Levico.
Le immagini – rilanciate in questi giorni anche dai media trentini – mostrano il futuro pontefice sorridente su un pedalò, insieme ad alcuni confratelli. Uno scatto semplice, quasi familiare, che oggi assume un significato particolare: racconta un momento di vita fraterna di colui che, molti anni dopo, sarebbe diventato Papa Leone XIV.
Il documentario ripercorre quasi vent’anni della vita romana di Prevost: dall’arrivo dagli Stati Uniti nel 1981 agli anni di studio nella Capitale, fino ai due mandati come priore generale degli Agostiniani e al successivo servizio come prefetto del Dicastero per i Vescovi. Attraverso testimonianze, filmati e immagini inedite, il lavoro restituisce il profilo umano e spirituale del religioso agostiniano originario di Chicago, mettendo in luce la vita comunitaria, la formazione, le amicizie, i momenti di preghiera e quelli di svago.

A presentare le fotografie trentine è padre Giovanni Lenzi, oggi viceparroco del santuario di Santa Rita a Milano, che negli anni Ottanta condivise con Prevost la vita al Collegio internazionale Santa Monica. Nel documentario, sfogliando alcune immagini delle gite compiute dai giovani agostiniani in varie regioni d’Italia, padre Lenzi riconosce anche quelle scattate “su un lago, su nel Trentino”. Tra queste, due foto mostrano Prevost sul pedalò nel lago di Levico, con lo stesso padre Lenzi al timone. Un dettaglio curioso, ma anche capace di avvicinare ulteriormente la figura del Papa al vissuto concreto dei suoi anni di formazione in Italia.
Il documentario, firmato dai giornalisti Felipe Herrera-Espaliat, Salvatore Cernuzio e Tiziana Campisi, con il montaggio di Jaime Vizcaíno Haro e Stefano Anella, non si limita alla ricostruzione biografica. Attraverso le voci di confratelli, amici e persone che lo hanno conosciuto, fa emergere alcuni tratti della personalità di Prevost: l’umiltà, la capacità di ascolto, lo spirito di fraternità e una leadership discreta, maturata nella vita religiosa e nel servizio alla Chiesa.