Domenica 19 luglio una delle intenzioni della preghiera dei fedeli, nella Santa Messa celebrata dal cardinale Pietro Parolin in questi giorni in vacanza in Primiero e a Siror in particolare, è stata dedicata alla “Cooperazione Trentina e per tutti coloro che operano nel mondo del lavoro associato nelle nostri valli: fedeli alle radici cristiane dei padri fondatori, sappiano unire l’intraprendenza economica alla solidarietà e all’attenzione per i più deboli”.
“Il tempo vola – ha osservato il cardinale Parolin – Sono arrivato lunedì e siamo già alla fine della settimana. Sono stati giorni molto intensi e, come sempre, molto belli e carichi di emozione per l’accoglienza che sperimento sempre quando vengo tra queste montagne a cominciare dal parroco, dal sindaco, e da tutta la gente. Cosa che mi sorprende un poco ma vedo che, ormai, mi sentono come un loro compaesano, uno di loro, e questo mi fa tanto piacere. Poi, in questi giorni, ho avuto la possibilità di fare qualche uscita, qualche camminata e il riposo naturalmente. Direi un bilancio positivo di questa settimana di vacanza. In questo momento il mio augurio – ha aggiunto il cardinale Parolin – è che si possano costruire comunità che lavorano insieme. Di come è importante, oggi, mettersi insieme per affrontare i tanti problemi sia del mondo e sia problemi locali. Da soli non si riesce a fare nulla o quasi nulla. Questa capacità di lavorare insieme mettendo ognuno il suo contributo e armonizzandosi con quello degli altri”.
Presente una delegazione di cooperatori trentini che, anno dopo anno, rinnova la propria partecipazione a un appuntamento diventato tradizione. Giorgio Scalet, già presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori Trentini, è tra i promotori di questa iniziativa che, nel cuore dell’estate, intende esprimere riconoscenza a chi ha contribuito nel passato più e meno recente e contribuisce nel momento presente a far fruttificare al meglio le realtà cooperative in questa valle e dell’intero territorio trentino.
“La Cooperazione Trentina, con la sua Federazione – ha evidenziato il parroco don Giuseppe Daprà – rappresenta uno dei gioielli più belli della nostra terra”.