Il progetto Amici per casa finalista al premio “Future4Citie”

Il progetto Amici per Casa: interventi di accoglienza adulti è tra i cinque finalisti del Premio Future4Cities. Per votare, basta un click entro il 4 settembre sul sito di Future4Cities, accedendo alla sezione casa.

I vincitori del Premio Future4Cities 2026, che prevede cinque categorie (comunità, casa, mobilità, lavoro, clima ed energia), verranno presentati il 25 settembre a Torino, durante la prima giornata del Festival Future4Cities 2026, ideato da Will Media e From e co-prodotto dalle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Il progetto Amici per casa, promosso da Comune di Trento e Servizio di Salute Mentale in collaborazione con altre realtà del territorio, da oltre dieci anni mette in relazione persone fragili che necessitano di cura e individui che invece possono offrire presenza e supporto in cambio di un riconoscimento economico e di una opportunità abitativa. Perché la somma dei bisogni può creare opportunità nuove per tutti.

Amici per casa è un intervento flessibile e innovativo, che fa incontrare necessità diverse valorizzando le risorse di ciascuno e migliorando il benessere delle persone coinvolte attraverso la creazione di relazioni significative e un approccio personalizzato.

L’accolto, ovvero la persona presa in carico dai servizi e portatrice di importanti fragilità quali disagio psichico, disabilità o gravi forme di disagio sociale, è spesso l’intestatario di un alloggio. Grazie al progetto può mantenere la propria vita nel contesto della comunità in cui risiede ed evitare quindi l’istituzionalizzazione. Non solo, può essere sostenuto nelle sue autonomie e aiutato negli aspetti problematici del quotidiano, ma anche fruire di una rete di servizi e aiuti coordinati tra loro e presenti nel progetto di accoglienza in modo costante.

Al tempo stesso, l’accogliente, che può trovare una soluzione abitativa (se necessaria) e un riconoscimento economico, può beneficiare anche della collaborazione con i servizi e gli attori del territorio, di un percorso formativo (corso e tirocinio) e di momenti dedicati all’orientamento lavorativo in funzione delle sue scelte di vita. A ciò si aggiungono i percorsi di supporto individuali e di gruppo, la presenza di operatori di riferimento con i quali condividere e rielaborare il senso delle proprie attività, ma anche le fatiche e i successi del progetto.

L’esperienza di accoglienza adulti non è un lavoro, né un’attività di “badantato” o assistenza, ma un’esperienza, che può essere di breve o lunga durata, pensata per migliorare la qualità di vita sia di chi accoglie, sia di chi è accolto.

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