Giungerà finalmente su un palco, per presentarsi al pubblico, il percorso di “L’è ’n gazer!”, l’iniziativa di teatro partecipato organizzata dall’associazione NOI Oratorio di Giovo nell’ambito del progetto DiVenIr, che andrà in scena mercoledì 12 agosto alle 20, nella suggestiva cornice di Casa Pasolli in piazza della Crosara a Ville di Giovo.
Dopo mesi di incontri, racconti, ricordi e confronto, il percorso partito nello scorso mese di febbraio ha portato il gruppo di abitanti coinvolto nell’esperienza a mettere al centro le persone e il loro rapporto con il territorio. In questi mesi i partecipanti hanno lavorato sulle proprie storie, sui luoghi della memoria, sugli oggetti e sugli elementi capaci di rappresentare la comunità di Giovo, arrivando progressivamente alla costruzione di una vera e propria “mappa di comunità”. Un materiale che è stato poi trasformato in una narrazione collettiva e polifonica, affidata alle voci degli stessi protagonisti.
Il cammino è uscito anche dai confini di Giovo. Recentemente il gruppo ha infatti raggiunto Monticchiello, in Toscana, per conoscere da vicino l’esperienza del Teatro Povero, una delle più note realtà italiane di teatro partecipato e di comunità. Un’occasione per vedere concretamente come le vicende, la memoria e le trasformazioni di un paese possano diventare materia teatrale condivisa.
Per Cesare Pellegrini, presidente del NOI Oratorio di Giovo, la serata rappresenta il punto di arrivo di un’esperienza che ha saputo coinvolgere direttamente i cittadini: “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto perché mette al centro le persone e crea occasioni di incontro. Abbiamo proposto questa iniziativa in punta di piedi, senza aspettarci una partecipazione così ampia da parte dei nostri paesani. Vedere gli abitanti diventare protagonisti, raccontando il proprio paese attraverso la narrazione collettiva, è il risultato più bello che potessimo immaginare”.
A guidare il percorso sono stati Tommaso Pasquini e Martino Valentini. “Questo non è ancora uno spettacolo vero e proprio – spiega Tommaso Pasquini, che ha guidato il percorso insieme a Martino Valentini – ma un passaggio fondamentale. Prima bisogna imparare a raccontare se stessi e il territorio. Siamo partiti dalla costruzione di una mappa di comunità e l’abbiamo poi teatralizzata, dando voce ai suoi elementi simbolici attraverso una narrazione semplice e condivisa. È un percorso di apprendimento che rappresenta la base per arrivare, in futuro, a un vero teatro partecipato”. Il lavoro presentato a Casa Pasolli non vuole dunque essere un punto di arrivo definitivo, ma la prima tappa di un progetto destinato a crescere. “Quella che presenteremo è una narrazione collettiva polifonica. Solo dopo questo percorso sarà possibile selezionare le storie e costruire una vera sceneggiatura, come avviene nelle esperienze di teatro di comunità più consolidate”, aggiunge Pasquini.
La serata di mercoledì unirà teatro e convivialità. Si comincerà con una cena di comunità: ciascun partecipante potrà portare una pietanza preparata in casa da mettere in condivisione, insieme a piatto, posate e bicchiere, mentre gli organizzatori prepareranno gli spätzle per tutti. A seguire Casa Pasolli diventerà lo spazio della narrazione corale costruita in questi mesi, con gli stessi abitanti chiamati a dare voce al paese, alle sue storie e ai suoi simboli.
L’ingresso è a offerta libera. Per partecipare alla cena è richiesta la prenotazione al numero 328 766 1267.
