Raduno naziskin a Pietramurata, il M5S presenta un’interrogazione parlamentare

Il Movimento 5 Stelle del Trentino ha attivato anche la propria rappresentanza parlamentare, chiedendo un intervento sul raduno della destra estrema previsto a Pietramurata dal 3 al 6 settembre. La deputata Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Governo per chiedere quali accertamenti e quali misure di prevenzione siano stati predisposti.

“Il secolo scorso – dichiara il rappresentante del Gruppo territoriale Trentino del M5S Angelo Rigotti – ci ha insegnato che il silenzio, la passività e l’accondiscendenza di fronte alle istanze nazifasciste possono contribuire alla crescita di fenomeni che arrivano a mettere in discussione le libertà democratiche e lo Stato di diritto. La democrazia non si difende soltanto quando è ormai sotto attacco: va difesa anche attraverso la vigilanza, la partecipazione e la capacità delle istituzioni di prevenire i rischi”.

L’interrogazione presentata dalla deputata Stefania Ascari prende spunto dall’annunciata manifestazione “Ritorno a Camelot”, prevista in Trentino dal 3 al 6 settembre e descritta come un raduno organizzato da gruppi dell’estrema destra radicale italiana, con concerti RAC (Rock Against Communism), conferenze e attività identitarie. Nel documento vengono chiesti al Governo chiarimenti sugli accertamenti informativi, investigativi e di intelligence svolti in relazione all’evento, con particolare attenzione alla composizione dei partecipanti, all’eventuale presenza di militanti stranieri e a possibili collegamenti con reti estremiste transnazionali. L’interrogazione chiede inoltre quali valutazioni di rischio siano state effettuate, quali misure di prevenzione, monitoraggio e controllo siano state predisposte e se siano stati verificati eventuali rapporti, diretti o indiretti, tra promotori o partecipanti al raduno e formazioni politiche italiane.

Particolare attenzione viene infine dedicata alla cooperazione internazionale, chiedendo quali azioni siano state attivate attraverso le autorità di sicurezza e le forze di polizia europee per monitorare la mobilità transnazionale di eventuali militanti estremisti.

“Il nostro obiettivo non è mettere in discussione le libertà democratiche, ma proprio difenderle. Per questo riteniamo necessario che, accanto alla mobilitazione della società civile, ci sia anche una risposta istituzionale adeguata e trasparente. Non possiamo permetterci di ripetere gli errori del passato: di fronte all’odio e alla propaganda suprematista, l’indifferenza non è una posizione neutrale”, conclude Rigotti.

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