C’era anche un gruppo di ragazze e ragazzi, selezionati tra i finalisti del concorso “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose” in questi giorni alla 83^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Giovedì 3 settembre, il concorso promosso dalla Provincia autonoma di Trento e da Fondazione Franco Demarchi con una nutrita rete di partner è stato protagonista di una speciale presentazione dedicata, ospitata all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia nello spazio La Terrazza by Atlas.
A raccontare la loro storia al Lido sono stati Tobias Demetz che ha dedicato un documentario alla vita a 2000 metri di altitudine di suo zio Ulrich, che vive a 2050 metri nelle Dolomiti senza acqua corrente né elettricità; Studio Pogu (Elena Sorrentino e Marco Raffaelli), impegnato nel mondo dei cartoni animati e dell’illustrazione a livello nazionale e internazionale che negli anni ha realizzato progetti per Rai Ragazzi, Zecchino d’Oro, Erickson edizioni, Mondadori e Manetti Bross e ha partecipato a produzioni Netflix, Warner Bross, BBC e Tao due; infine la casa di produzione indipendente Cactus Production (Federica Crippa e Matteo Ballarati), attiva nello sviluppo e nella realizzazione di opere cinematografiche e progetti audiovisivi e nata da un percorso indipendente, ha realizzato cinque film lungometraggi di cui uno in uscita a novembre. Gli ex finalisti hanno raccontato la propria esperienza nell’ambito della presentazione dell’edizione 2026 del bando, in scadenza il 30 settembre.
Il concorso “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose” ogni anno cerca e valorizza le esperienze di ragazze e ragazzi con una storia che possa ispirare gli altri e abbia un impatto positivo sulla comunità. Tra gli obiettivi del progetto c’è la creazione di opportunità per i suoi concorrenti, per questo il concorso ogni anno seleziona 10 finalisti che si sfidano nella serata conclusiva che quest’anno si terrà a Trento il 28 novembre. In palio ci sono 3 premi da 1000 euro assegnati da una giuria di spessore internazionale, un premio di 500 euro scelto dal pubblico, il premio speciale Storytelling e le menzioni speciali assegnate da CSV Trentino e dalla Fondazione Megalizzi. Caterina Moser, di Fondazione Megalizzi, presente all’incontro, ha sottolineato “Per Antonio Megalizzi la comunicazione era soprattutto un impegno: informare, creare consapevolezza e costruire un dialogo con le persone. Con la Menzione Speciale alla Comunicazione vogliamo valorizzare proprio questa dimensione e la capacità dei giovani di raccontare il proprio percorso e le proprie idee”. I 10 finalisti avranno accesso ad un percorso di formazione su storytelling e public speaking e ad un incontro di coaching con Marco Parolini di Jobtrainer. Intervenuto alla presentazione ha sottolineato come le storie presentate abbiano in comune tre concetti importanti: la ricerca continua, il metodo e la pazienza, concetti in controtendenza rispetto all’appagamento immediato in voga oggi.