Tre giorni di festa, cinque carri allegorici, circa 50 etichette del territorio, la 37esima Marcia dell’Uva, musica, spettacoli, tradizione, enogastronomia e un intero paese che torna a trasformarsi in un grande teatro diffuso. Dal 25 al 27 settembre a Verla di Giovo torna la Festa dell’Uva, giunta alla sua 69esima edizione, uno degli appuntamenti più longevi e rappresentativi della Valle di Cembra. Nata nel 1958 per celebrare la tradizione vitivinicola della Val di Cembra, la Festa, che ha sempre avuto come tratto distintivo l’imponente Sfilata dei carri allegorici (l’unica nel suo genere rimasta oggi in Trentino), da anni ha varcato i confini della valle richiamando nei tre giorni oltre 10.000 visitatori da tutto il nord Italia.
Ma l’evento ha anche un altro tratto distintivo, più sotterraneo e meno celebrato: la presenza di una possente struttura di volontari, diretti dalla Pro Loco di Giovo. Sono oltre 400 quelli impegnati nei giorni della festa, quasi tutti giovani o giovanissimi. “La cosa più bella è vedere generazioni diverse lavorare nella stessa direzione”, dichiara la presidente della Pro Loco, Marina Erler. “I giovani non sono semplicemente spettatori della Festa dell’Uva: ne sono protagonisti. È così che una tradizione rimane viva, quando qualcuno sceglie di consegnarla e qualcun altro decide di raccoglierla.”
Non a caso, quest’anno si è deciso che a rappresentare simbolicamente questo passaggio generazionale in conferenza stampa fosse Matilde Amoroso, la volontaria più giovane della Pro Loco di Giovo, appena diciottenne, chiamata a raccontare cosa significhi oggi, per una ragazza della sua età, scegliere di dedicare parte del proprio tempo alla comunità. E proprio la presenza così massiccia di giovani è alla base del costante rinnovamento di questo evento, che ogni anno vede il suo programma arricchito con proposte raffinate e mai scontate. Lo dimostra, in questa edizione, l’investimento sulla dimensione artistica della festa, arricchita da nuovi appuntamenti di arte e teatro. “Essere volontaria – ha detto Matilde – mi fa sentire parte di qualcosa di più grande di me, mi fa vivere il mio paese, invece di abitarlo e basta. Penso sia questa la cosa più importante che mi sta insegnando essere in Pro Loco: capire che non tutto arriva dall’alto, che le cose non si costruiscono da sole, che fare cose per gli altri ti riempie il cuore e ti fa crescere come persona”.
Il programma completo su www.festadelluva.tn.it .