Presentato lo schema di disegno di legge di Più Democrazia in Trentino sulla firma digitale per referendum e iniziative popolari

È stato trasmesso ai componenti della Prima Commissione permanente del Consiglio provinciale lo scorso 11 settembre dall’associazione Più Democrazia in Trentino lo schema di disegno di legge per introdurre la sottoscrizione digitale nei referendum e nelle iniziative popolari della Provincia autonoma di Trento. L’iniziativa nasce nell’ambito dell’esame della petizione popolare n. 6/XVII “Basta barriere: firma digitale per la democrazia inclusiva”, depositata nel luglio 2025 con 1.125 sottoscrizioni. Dopo oltre un anno di audizioni e approfondimenti, l’associazione ha ritenuto utile mettere a disposizione dei consiglieri non soltanto una richiesta politica, ma anche una possibile base normativa sulla quale lavorare.

Lo schema è stato elaborato tecnicamente da Stefano Longano, componente del direttivo dell’associazione, sulla base degli indirizzi condivisi con il primo firmatario della petizione Paolo Minotto. La proposta prevede di affiancare alla tradizionale raccolta cartacea una piattaforma provinciale per la raccolta digitale delle firme, integrata con l’infrastruttura digitale pubblica e con i sistemi di identificazione elettronica previsti dalla normativa. La scelta tra carta e digitale rimarrebbe al cittadino, garantendo quindi sia l’accessibilità fisica sia quella digitale.

Un secondo intervento riguarda la semplificazione dei controlli. Oggi i promotori devono acquisire dai comuni i certificati elettorali dei sottoscrittori. Lo schema propone di sostituire questo passaggio con una verifica d’ufficio dell’iscrizione nelle liste elettorali attraverso l’interoperabilità con ANPR, lasciando inalterate le competenze degli organi incaricati di verificare la regolarità delle sottoscrizioni. La proposta, quindi, non riduce i controlli e non modifica le garanzie previste dalla legislazione provinciale: punta a utilizzare gli strumenti digitali per rendere più semplice l’esercizio di un diritto politico e più efficiente l’attività amministrativa. Lo schema mantiene inoltre la raccolta cartacea e le competenze della Commissione per il referendum e dell’Ufficio centrale per il referendum.

«La possibilità di firmare a distanza può ampliare concretamente gli spazi della partecipazione – sottolinea Alex Marini di Più Democrazia in Trentino – soprattutto per chi incontra maggiori difficoltà a raggiungere fisicamente i luoghi di raccolta: persone con problemi di mobilità, cittadini temporaneamente lontani dal territorio per ragioni di studio o di lavoro e, più in generale, chi oggi incontra ostacoli che nulla hanno a che vedere con la propria volontà di partecipare». L’associazione ha chiesto che il documento possa essere utilizzato dalla Prima Commissione come testo base di lavoro, auspicando che dalla trattazione della petizione possa nascere un’iniziativa legislativa collegiale e trasversale. «Dopo gli approfondimenti svolti dalla Commissione e il lavoro tecnico messo a disposizione dei consiglieri, riteniamo che sia possibile passare dall’analisi alla decisione. Le soluzioni tecniche esistono. Ora la scelta è politica: decidere se utilizzare questi strumenti per rendere più accessibili gli spazi democratici e consentire a più cittadini di partecipare concretamente alla vita pubblica del Trentino».

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