Anche i vertici di Coldiretti Trentino Alto Adige parteciperanno alla XXIV edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti, in programma a Roma, a Palazzo Rospigliosi, martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, con una serie di importanti focus dedicati al rapporto tra alimentazione e prevenzione, con la presenza di rappresentanti del mondo della ricerca di livello mondiale.
Per due giornate il Forum riunirà, infatti, rappresentanti delle istituzioni, esperti, accademici, opinionisti e protagonisti del mondo economico, finanziario e politico, chiamati a confrontarsi con il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo e il Presidente Ettore Prandini sulle sfide e le prospettive di un settore strategico per il Sistema Paese, offrendo un’occasione di analisi e dialogo sulle trasformazioni che stanno interessando l’agricoltura e l’alimentazione, tra scenari nazionali e dinamiche internazionali.
Nel mondo una persona su tre non può permettersi un pasto adeguato a causa degli effetti economici causati da guerre e cambiamenti climatici, facendo venir meno un fondamentale diritto dell’uomo, quello dell’accesso a un cibo buono e sano. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che si è celebrata lo scorso 16 ottobre. Nel suo ultimo rapporto sulle crisi alimentari la Fao ha evidenziato come circa il 56% della grave insicurezza alimentare acuta sia da imputare in modo diretto o indiretto a guerre, conflitti interni e crisi geopolitiche e un ulteriore 11% per gravi crisi economiche, spesso conseguenze di crisi politiche e conflitti, a fronte di un 33% causato da eventi climatici estremi.
“Mai come in quest’ultimo anno -afferma il presidente di Coldiretti trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi– gli effetti combinati dei conflitti e degli stravolgimenti climatici stanno causando una tempesta perfetta che grava sul futuro di tutti e rischia di incidere profondamente sulla sovranità alimentare dei Paesi e sulla produzione agricola, limitando l’accesso a prodotti sicuri di qualità e lasciando spazio alla diffusione di cibi ultraformulati o sintetici costruiti a basso costo nei laboratori con l’utilizzo di sostanze chimiche che mette in pericolo la salute dei cittadini, a partire dai bambini, e i redditi degli agricoltori”.