Oltre 800mila donne invitate e quasi 600mila aderenti allo screening, con un’adesione che si attesta da anni oltre all’80% (con una media italiana che supera di poco il 50%). I numeri non dicono tutto ma sintetizzano chiaramente un traguardo di successo: quello del programma di screening mammografico del Trentino, un percorso di sanità pubblica che ha contribuito a cambiare la storia della prevenzione del tumore al seno sul territorio provinciale. Un risultato che si riflette anche nei dati di sopravvivenza: per le donne tra i 50 e i 74 anni si è passati dall’86-88% a circa il 98%, grazie alla diagnosi precoce e al miglioramento dei trattamenti. Venticinque anni di prevenzione, innovazione diagnostica e lavoro multidisciplinare sono stati celebrati con il convegno “Lo screening mammografico in Trentino: un viaggio lungo 25 anni”, che si è tenuto venerdì 30 ottobre alla Sala Filarmonica di Trento. Una giornata di confronto tra professionisti sanitari, esperti ed epidemiologi per ripercorrere l’evoluzione dello screening, analizzarne i risultati e discutere le prospettive future della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno.
Avviato nel 2001, il programma provinciale ha accompagnato una profonda trasformazione della prevenzione oncologica, contribuendo a consolidare nella popolazione trentina la cultura della diagnosi precoce. In questi 25 anni sono cambiati gli strumenti diagnostici, le tecnologie e i modelli organizzativi, mentre si è rafforzata l’importanza di un percorso che mette in relazione prevenzione, diagnosi e cura, con il coinvolgimento di competenze diverse.
La provincia di Trento si conferma ai vertici nazionali per l’adesione al programma di screening mammografico. L’adesione nella fascia 50-69 anni, considerata quella «standard» dai Livelli essenziali di assistenza (Lea), è pari all’82.7% delle donne invitate, contro una media nazionale che si ferma al 53.8% (dati Osservatorio nazionale screening). A partire dal 2022 l’estensione degli inviti ha reso possibile l’offerta della mammografia con tomosintesi a tutte le donne residenti di età compresa tra 70 e i 74 anni e nel 2025 anche alle 49enni confermando l’eccellenza dei livelli di adesione e degli indicatori di performance.
Dai dati che emergono dal Registro tumori provinciale, il carcinoma mammario è il tumore più frequente tra le donne e rappresenta circa il 30% di tutte le diagnosi oncologiche nella popolazione femminile. In Trentino si registrano ogni anno tra 460 e 480 nuovi casi e circa 104 decessi. L’incidenza, ovvero il rischio di ammalarsi, si mantiene sostanzialmente stabile, mentre si riduce progressivamente la mortalità, grazie anche alla partecipazione allo screening mammografico e all’evoluzione dei trattamenti. A migliorare in maniera consistente è invece la sopravvivenza, cresciuta in tutte le fasce d’età, con un risultato particolarmente evidente tra le donne di 50-74 anni: dall’86-88% si è arrivati a circa il 98%. Un guadagno di circa 10-12 punti percentuali, al quale hanno contribuito sia i progressi nelle terapie sia la partecipazione ai programmi di diagnosi precoce. Un risultato che testimonia l’efficacia dell’offerta di prevenzione e assistenza di Asuit, ma anche la fiducia delle donne trentine nel sistema sanitario e nel percorso preventivo proposto.