Un segno significativo dei Sentieri Frassati italiani – anche di quello del Trentino – ha accompagnato ieri in Portogallo l’inaugurazione del primo Sentiero Frassati internazionale fuori dall’Italia, un anello di dieci chilometri intitolato a San Pier Giorgio Frassati, con partenza dal Santuario di Nossa Senhora de Valdevez. Per partecipare all’evento, celebrato ad un anno esatto dalla canonizzazione del giovane alpinista piemontese e atteso dal 2000 quando si cercò di lanciare a Biella una rete di Sentieri Internazionali, erano arrivati nel nord del Portogallo dall’Italia il fondatore dei Sentieri italiani Antonello Sica, il rappresentante del CAI Dario Vaccarella, la referente dell’Umbria Paola Gigliotti e il promotore del Sentiero Frassati del Trentino, Piergiorgio Motter. Al presidente emerito della SAT, accompagnato dalla moglie Mary, è toccato il gesto tipico delle varie realtà che “condividono” l’inaugurazione di ogni nuovo Sentiero: ha unito un po’ d’acqua portata dal Trentino insieme a quella delle altre regioni, così da utilizzare per la benedizione un segno di unione nel nome di san Pier Giorgio Frassati.
Nel suo intervento, Motter ha espresso riconoscenza innanzitutto al coordinatore dell’intera iniziativa per il Club Alpino Portoghese, Josè Antonio Basto e al vescovo della diocesi di Viana de Castelo, Joao Evangelista Lavrador, ricordato lo spirito di collaborazione con cui in Trentino e nelle altre realtà italiane ci si è mossi per realizzare i sentieri che – come avvenuto in Portogallo – vedono collaborare realtà ecclesiali e civili. Piergiorgio Motter ha auspicato che l’iniziativa portoghese “possa rappresentare una prima pietra di un progetto più grande che porti a costruire un circuito di Sentieri dedicati a Frassati in Europa e anche nel mondo.
Un auspicio che è stato espresso anche al mattino nella celebrazione eucaristica e al pomeriggio quando le delegazioni presenti hanno percorso l’intero tracciato circolare (560 metri di dislivello) con una significativa presenza di donne e giovani: “Anche io spero che questa sia una fiammella che poi si espande in tutto il mondo – ha detto Josè Basto in un’intervista ad Avvenire – perché tanti possano scoprire la montagna come un trampolino di lancio per arrivare a Dio”.
“Il Sentiero portoghese – racconta a Vita Trentina Piergiorgio Motter – si sviluppa nel territorio del Parco naturale di Peneda: La prima parte affronta una ripida salita immersa nel bosco; successivamente il panorama si apre sulle creste, offrendo ampie vedute sul territorio circostante, caratterizzato anche dalla presenza di numerose pale eoliche. è stata una giornata intensa, vissuta nel segno della montagna, dell’amicizia e dei valori che hanno accompagnato la vita di San Pier Giorgio Frassati”.
Una soddisfazione sottolineata anche da Antonello Sica, il “regista” campano che ha coinvolto in quest’avventura il CAI, l’Azione Cattolica, l’AGESCI, Giovane Montagna e tante altre realtà, che ci ha detto: “Vedo in questa prima realizzazione all’estero un altro dono del Signore, dopo tanta pazienza e tenacia, che nulla potrebbero se non si mette Dio al centro d’ogni cosa, come diceva lo stesso san Pier Giorgio. A noi non resta che proseguire fiduciosamente così, passo dopo passo”.
I promotori portoghesi e gli ospiti italiani hanno apprezzato pure le parola di soddisfazione espresse a nome della famiglia Frassati da Jean Gawronski, pronipote di Pier Giorgio Frassati. È stata data anche lettura di un messaggio del cardinale portoghese José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero vaticano per la Cultura e l’educazione, che affida a tutti i vescovi portoghesi la promozione del Sentiero: “Così possiamo ampliare a tante altre persone, ispirate alla storia di vita di Frassati, la possibilità di avvicinarsi al trascendente attraverso l’escursionismo e l’alpinismo”.