Entra in vigore il 1° novembre 1993 il Trattato di Maastricht, che segna il passaggio dalla Comunità Economica Europea all’Unione Europea. Decisiva, per l’entrata in vigore del Trattato, la decisione con cui la Corte Costituzionale tedesca decreta che il Trattato non viola la Carta fondamentale della Repubblica Federale germanica. “Viene posto termine finalmente ad un lungo stallo nei lavori di cooperazione europea”, scrive Angelo Pisoni nella rubrica “Europa dei cittadini”, sul numero di Vita Trentina del 7 novembre 1993.
“Il ‘sì’ della Germania rilancia il processo di unificazione politica e monetaria del Vecchio Continente, non soltanto perché viene dallo Stato più ricco della Comunità (la ‘Locomotiva economica d’Europa’), ma anche perché toglie vigore alle polemiche e alle incertezze”, scrive ancora Pisoni. “La battuta d’arresto sul cammino dell’unione ha insegnato che non deve essere soltanto l’economia, come si era sin qui pensato, a garantire i processi d’unificazione, ma che il primato deve nuovamente passare alla politica. E politica vuol dire realtà culturale, sociale, storica, religiosa che deve prendere il sopravvento sulla mera realtà economica”.