Di fronte alla più recente impennata dei prezzi al consumo registrata anche in Trentino negli ultimi due mesi di aprile e maggio (rispettivamente +2,1 e +2,5%), con i beni fondamentali come alimentari, casa ed energia che nei primi mesi di quest’anno hanno fatto registrare aumenti del 3,6% sul carrello della spesa alimentare e del 5,9% su affitti, servizi idrici e bolletta energetica solo nel mese di maggio, i segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher chiedono che la Giunta provinciale nell’assestamento di bilancio dia priorità a modifica dell’Icef, indicizzazione del welfare e interventi per la casa.
“Come abbiamo denunciato più e più volte, la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni ha riguardato anche il Trentino, tra l’altro in misura maggiore rispetto alla media italiana. Lo ha certificato l’Ispat riportando i dati sull’andamento del costo della vita tra il 2018 e il 2023. Se la riduzione della capacità di spesa è stata mitigata dai tagli fiscali sui redditi più bassi, va ricordato che questo è avvenuto grazie all’aumento delle tasse sulle retribuzioni medie a causa del drenaggio fiscale che ha penalizzato i lavoratori che hanno ricevuto aumenti contrattuali. Vedremo se l’introduzione, purtroppo solo una tantum, di una tassazione agevolata sui rinnovi contrattuali riuscirà a frenare l’effetto fiscal drag. Per questo chiediamo alla giunta Fugatti che fin dall’assestamento di bilancio ci siano interventi concreti a favore delle famiglie di lavoratori e pensionati, in particolare rivedendo la riforma dell’Icef che penalizza proprio i nuclei dove entrambi i genitori lavorano e indicizzando i meccanismi equitativi al costo della vita così da rafforzare il welfare provinciale. Servono poi interventi immediati per la casa per aumentare le opportunità nell’housing sociale e i sostegni a chi abita in affitto. Di fronte alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie i bonus infatti sono del tutto inefficaci”, spiegano i sindacati.