Si è conclusa dopo oltre 20 eventi – tra incontri con autori e autrici, dialoghi, appuntamenti per bambini e ragazzi, mostre, laboratori, degustazioni e iniziative diffuse sul territorio – la quattro giorni del Trentino Book Festival, tornato a Pergine Valsugana dopo sette anni di assenza e accolto da una partecipazione che ha confermato il forte legame tra la manifestazione e il suo pubblico.
Diverse migliaia le presenze, con l’80% degli appuntamenti sold out, che hanno fatto sì che l’edizione andasse oltre le aspettative, anche grazie alla lunga lista di ospiti di rilievo: da Gad Lerner a Michela Marzano, da Vittorino Andreoli a Gherardo Colombo, passando per Marco Albino Ferrari, Ben Pastor, Erica Cassano, Giuseppe Festa e molte altre autrici e autori, il festival ha proposto un programma capace di intrecciare narrativa, pensiero civile, divulgazione, attualità e letteratura per l’infanzia. Centinaia di lettrici e lettori hanno raggiunto Pergine da tutto il Trentino, dall’Alto Adige e dal Veneto, prendendo parte a un’edizione che ha riportato al centro il libro come strumento di incontro, dialogo e costruzione di comunità.
Il tema scelto per questa ripartenza, Il libro come soglia, ha attraversato l’intera manifestazione, offrendo occasioni di confronto sui grandi temi del presente senza rinunciare al piacere della narrazione e della scoperta. Particolarmente partecipati sono stati anche gli appuntamenti dedicati ai più giovani, con ospiti come Davide Morosinotto, Giuditta Campello, Andrea Oberosler e Soledad Rivas, a conferma della volontà del festival di investire nella formazione di nuovi lettori e nuove lettrici.
Il festival ha coinvolto alcuni dei luoghi più significativi della città, dal Teatro Comunale alla Biblioteca, dal Castello di Pergine agli spazi del centro storico, confermando la propria vocazione diffusa e la volontà di costruire un’esperienza culturale capace di dialogare con l’intero territorio. Accanto agli incontri con gli ospiti, grande partecipazione hanno registrato anche le mostre, gli appuntamenti dedicati alla cultura del cibo e le iniziative realizzate in collaborazione con associazioni, librerie e realtà culturali del territorio.
«La soddisfazione è grande perché il successo di questa edizione non era affatto scontato», dichiarano il direttore artistico Pino Loperfido e le direttrici artistiche Elisa Vettori e Fabrizia Mosca. «Dopo sette anni di assenza il Trentino Book Festival è riuscito a ritrovare immediatamente il proprio pubblico. Per quattro giorni abbiamo visto sale piene, un’attenzione costante da parte dei partecipanti e un entusiasmo che ha accompagnato ogni appuntamento. Centinaia di persone hanno scelto di trascorrere il loro tempo ascoltando storie, confrontandosi con gli autori e partecipando agli incontri, confermando quanto ci sia ancora bisogno di luoghi dedicati alla cultura e al dialogo. Questo risultato è il frutto di un grande lavoro collettivo. Un ruolo fondamentale lo ha avuto Ariateatro, che ha creduto fin dall’inizio nel progetto di rilancio del Trentino Book Festival, mettendo a disposizione competenze organizzative, visione culturale e una struttura capace di sostenere una manifestazione complessa e diffusa sul territorio. Il ringraziamento va poi ai volontari, ai tecnici, allo staff organizzativo, alle librerie, alle associazioni, alle istituzioni e a tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questa ripartenza. L’incontro tra l’esperienza maturata nelle passate edizioni, il lavoro di Ariateatro e l’apporto di nuove energie e nuove idee ha dimostrato di essere una formula vincente».
L’edizione zero rappresenta ora il punto di partenza di un nuovo percorso. L’obiettivo è consolidare e far crescere ulteriormente il festival, rafforzandone il profilo nel panorama nazionale senza rinunciare alla propria identità: incontri gratuiti, accessibilità, vicinanza tra pubblico e ospiti e una forte attenzione alla qualità delle proposte culturali. «Il Trentino Book Festival è già una realtà riconosciuta a livello nazionale», conclude Loperfido. «La sfida dei prossimi anni sarà quella di affermarlo sempre di più tra i grandi festival italiani, mantenendo però le caratteristiche che lo rendono unico: la possibilità per chiunque di partecipare gratuitamente agli incontri, di dialogare direttamente e liberamente con gli autori e le autrici e di vivere un’esperienza culturale autentica, aperta e inclusiva. I risultati di questi giorni ci fanno guardare al 2027 con grande fiducia».