Quarantadue anni fa la “scappatella” di Karol Wojtyla e Sandro Pertini sull’Adamello

“Si sa che gli anziani, se lasciati liberi, sanno facilmente sorprendere. Papa Wojtyla e Sandro Pertini che insieme complottano una scampagnata sull’Adamello per respirare aria buona e fresca, farsi una sciata e fare un pranzetto di quelli ruspanti in amicizia e in santa pace assomigliano a due ragazzotti che concertano una innocente scappatella”. Ricorre un simpatico episodio nel numero 30 di Vita Trentina del 22 luglio 1984. Il trafiletto in prima pagina annuncia “La scappatella di Karol e Sandro”.

Il 16 luglio del 1984, come i due buoni amici che erano, papa Karol Wojtyla e il presidente della Repubblica Sandro Pertini decisero di prendersi un giorno di ferie e fare una gita improvvisata sull’Adamello. Con l’unico obiettivo di passare una giornata in tranquillità. Il tutto ovviamente in gran segreto senza annunci né giornali, per evitare di essere al centro dell’attenzione.

In mattinata avevano raggiunto in aereo l’aeroporto di Villafranca e poi con un elicottero erano approdati in poco tempo a Lobbia Alta. Lì il Papa, amante dello sci, aveva fatto un po’ di giri per le piste per un’ora e mezza, per poi riunirsi all’amico Pertini, che lo aveva seguito col binocolo da bordopista. Insieme quindi sembra che si siano concessi un “bel pranzetto con bresaola, risotto, strangolapreti e l’immancabile grappino”. Sugli strangolapreti l’autore commenta anche “c’è da scommetterci che ci hanno riso sopra e se li sono mangiati con sano anticlericalismo”.

All’epoca qualcuno parò di scandalo. Due grandi figure nazionali e internazionali che se ne vanno in giro a fare scampagnate. Ma quello che appare, anche oggi, è un sincero momento di umanità. A dimostrazione che anche i giganti sono pur sempre uomini che amano le cose semplici.

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