A Rovereto l’iniziativa del Centro Pace per i “Mille giorni di Genocidio a Gaza”

C’era anche Rovereto tra le oltre 50 in tutta Italia in cui, venerdì 3 luglio, si è tenuta la giornata di mobilitazione nazionale “Mille giorni di Genocidio a Gaza“, l’iniziativa, promossa dalla neonata rete “Palestina Anima Mundi“, che ha rappresentato il secondo momento pubblico del movimento costituitosi in occasione all’incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati, tenutosi lo scorso 19 giugno.

L’appuntamento al Centro Pace di Rovereto ha offerto l’occasione per presentare la rete come realtà organizzata e rilanciare con forza la mobilitazione a sostegno del popolo palestinese, nel giorno che segna simbolicamente i mille giorni e notti dall’inizio del genocidio a Gaza. Le diverse piazze italiane, ciascuna con le proprie modalità, hanno fatto risuonare all’unisono il grido: “Fermatevi!”.

Nella serata al Centro Pace di Rovereto, che ha visto una buona partecipazione e attenta si è aperto con la proiezione di un video di Don Nandino Capovilla, parroco di Marghera e autore, insieme a Betta Tusset, del volume “Sotto il cielo di Gaza”. È seguito un intenso dibattito a più voci sul tema “Militarizzare la società o costruire la Pace?”, incentrato sulla cosiddetta “riforma Crosetto” della Difesa e sull’alternativa nonviolenta proposta dalla Rete Italiana Pace e Disarmo. Nel corso degli interventi è stata ribadita la ferma opposizione alla riforma della Difesa, definita come una misura che “non porta sicurezza, militarizza la società e sequestra il futuro delle nuove generazioni, sacrificandole all’idea di ‘mettere gli stivali sul terreno'”.

La rete ha sottolineato come la proposta rappresenti un piano che rende ineluttabile la guerra, tradendo i valori fondamentali della Repubblica. È stata invece riproposta con forza l’alternativa della difesa civile, non armata e nonviolenta. L’incontro è stato promosso dal  Centro Pace Rovereto, Donne in Nero, BDS Trentino e altre associazioni che hanno promosso il progetto “Gaza: lì dove brucia l’anima del mondo”.

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