Il Primo premio internazionale “Tonadico città del patto” a Gerhard Pross, per l’impegno ecumenico

A Tonadico la consegna del Primo premio internazionale “Tonadico città del patto” a Gerhard Pross, , tra gli iniziatori della rete ecumenica “Insieme per l’Europa”

Ci vuole un po’ di distanza per non limitarci alla nuda cronaca, ma cogliere ciò che ha significato quanto avvenuto a Tonadico, piccolo centro montano incastonato nelle splendide Dolomiti, lo scorso 16 luglio. Ne richiamiamo il titolo: “Tonadico città del patto”, Primo premio internazionale a Gerhard Pross, evangelico luterano tedesco, tra gli iniziatori della rete ecumenica Insieme per l’Europa. E l’intento: focalizzare l’attenzione su “l’Europa destino comune”, un’Europa attraversata da una profonda crisi.

Via via si è dispiegato. “Tonadico città del patto”  una intitolazione a livello civile. Un patto definito da Maria Caterina Atzori, ricercatrice del Centro Chiara Lubich,  “un paradigma di unità”, avvenuto nella Chiesa di s. Antonio di Tonadico, nel lontano 16.7.1949, tra Chiara Lubich e Igino Giordani, parlamentare e noto uomo di cultura del tempo, durante una Messa nella Chiesa di S. Antonio a Tonadico, come  il vescovo emerito Giulio Bressan affermerà “è il luogo dove Chiara ebbe una particolare esperienza mistica…”. Una mistica che  entra nella realtà della terra trasformandola, decisiva per lo sviluppo del nascente Movimento dei Focolari.

E qui sorge spontaneo un richiamo alle battute con cui si apre la prima enciclica di papa Leone che, di fronte all’inquietante panorama mondiale avverte: “la magnifica umanità creata da Dio si trova di fronte a una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme” (MH 1). Utopia? No. Ne è un segno il patrimonio custodito in questi luoghi che, nella testimonianza di Gerhard Pross, “hanno qualcosa di speciale”, “è un posto – ha detto – dove cielo e terra si sono baciati. E’ un’esperienza unica”. E – ha constatato con gioia – dopo 77 anni, non è stata sepolta dalla cenere, ma è tutt’oggi viva, anzi in fase di “esplosione”.

Ne è un segno la stessa intitolazione da parte del Comune di Fiera di Primiero-San Martino di Castrozza,  di “Tonadico Città del Patto”, se  il sindaco  Daniele Depaoli nelle battute iniziali riconosce che “in quell’eredità del ’49  vi è  il fluire di una spiritualità che entra all’interno del mondo laico, della vita civile e politica, ora quanto mai attuale”. E se  il  Presidente della Comunità dei Comuni della Valle del Primiero, Bortolo Rattin vede “più che mai decisiva per guardare al futuro” la figura di Chiara Lubich e la sua visione della politica come “amore che si fa servizio concreto per la propria comunità,  dell’amministratore come promotore di ponti, la fraternità come categoria politica”. Una testimonianza che – ha affermato – “rigenera il nostro impegno a servizio dei cittadini”.

L’orizzonte non si è limitato al locale, ma si è aperto all’Europa, alla profonda crisi che l’attraversa. Il prof. Alberto Lo Presti,  in estrema sintesi, ha  spalancato un panorama storico che ha mostrato quanto, lungo i secoli, le civiltà che si erano affermate con la forza delle armi non sono sopravvissute, mentre quelle fondate su valori spirituali, religiosi, etici, umanitari, in una parola su un’anima, hanno retto l’urto del tempo.

Tante voci oggi urgono che l’Europa riscopra quell’anima, perché sia quella comunità dei popoli sognata dai padri fondatori, oggi quanto mai strategica.  Questo l’impegno profuso con passione da Gerhard Pross.  Motivo del premio. Il sociologo Bruno Turra lo ha definito  “ingegnere delle relazioni”,  “tessitore di comunione” tra culture e tradizioni cristiane le più diverse di un’Europa dall’Atlantico agli Urali. Un impegno ventennale, nel ruolo di moderatore della rete ecumenica  “Insieme per l’Europa”.  Portato avanti in comunione, a partire dalla fine degli anni Novanta, con Chiara Lubich, Andrea Riccardi e altri fondatori e responsabili   via via  delle più diverse tradizioni cristiane e culture dall’Ovest all’Est dell’Europa che hanno segnato lo sviluppo di un “insieme” proiettato a dare un’anima al nostro continente.

Toccanti i passi iniziali da lui tracciati. Ci soffermiamo su quello fondamentale non solo per la nascita di quella rete europea, ma per il difficile cammino verso la piena unità visibile delle Chiese nel mondo. A Rothenburg,   era l’anno 2000,  Pross aveva promosso un incontro dei responsabili delle diverse comunità evangeliche della Germania a cui aveva invitato Chiara Lubich. Qui la presa di coscienza dolorosa che la divisione tra cristiani ha contribuito alla frammentazione dell’Europa e favorito il diffondersi dell’ateismo.

Di qui spontaneo a più voci, chiedersi perdono reciproco  “per due ore” –   ha precisato Pross – che ha portato non solo alla riconciliazione, ma a sigillare un’alleanza, un  patto di amore reciproco, diventato tradizione: “è rinnovato  ad ogni incontro”, ha sottolineato.  Non è un caso – aveva osservato Turra – che il Premio “Città del Patto” venga consegnato oggi, 16 luglio, in questa cornice: perché l’uomo che stiamo per onorare ha fatto della parola patto — patto d’amore reciproco — il mestiere di un’intera vita”.

Quel patto, a cuore del Vangelo che “porta il paradiso in terra”, per la promessa del Risorto di camminare con noi, una presenza tangibile e trasformante, nelle parole de francescano Padre Amedeo Ferrari alla messa della mattina.   Esperienza viva, in quello stesso 16.7.2026, se dagli echi giunti anche da chi era collegato in streaming (sinora  5950 visualizzazioni) sono riunte espressioni che parlano di “un’atmosfera speciale”, di “momenti indimenticabili”, di “grande gioia e speranza”, di “Paradiso 2026”, di “profezia in atto”.

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