Fratel Ezio Tonini, bibliotecario gentile

È mancato nei giorni scorsi, nella sua Eritrea, fratel Ezio Tonini, originario di Terlago, missionario pavoniano ad Asmara, dove viveva dal 1970 e dove era riuscito a rimanere superando gli anni difficili (tra il 2007 e il 2008) in cui il Governo allontanò dal Paese i missionari cattolici.

Fratel Tonini aveva fondato e diretto il Centro Studi Etiopici, una biblioteca di eccellenza che raccoglie oltre 40 mila volumi e che è frequentata da circa 30 mila persone all’anno.

Dopo la chiusura dell’Università di Asmara, negli anni della dittatura di Menghistu Heilè Marian, fratel Tonini riuscì nella missione di salvare i libri dal macero. Riordinò e catalogò tutto il materiale, fondando la biblioteca del "Pavoni Social Center", probabilmente la più importante raccolta al mondo di opere sulla storia dell’Eritrea e del Corno d'Africa.

La biblioteca è frequentata ogni giorno da tanti giovani studenti eritrei. Accanto a loro, sui lunghi banchi di fòrmica verde, siedono spesso anche studiosi di livello internazionale, alla ricerca di libri rari ormai introvabili altrove, ma anche diplomatici e politici locali. Uno di questi un giorno – raccontava fratel Ezio -, vedendo sul suo tavolo di lavoro Vita Trentina, si arrabbiò con lui: la nostra rivista diocesana non era gradita al governo eritreo. Per questo fratel Ezio, che conosceva molto bene la storia dell'Eritrea, parlava poco della situazione politica e sociale del Paese, probabilmente con la paura di mettere a rischio il suo lavoro di promozione intellettuale.

In tanti lo ricordano tra i libri, nella “sua” biblioteca, il sorriso gentile e lo sguardo sereno, mentre cita a memoria testi e autori e recupera con facilità tra gli scaffali quanto pensava potesse interessare al suo interlocutore.

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