Con Dharma la dialisi è a domicilio

L'impresa fondata negli Usa aprirà una sede a Vigolo Vattaro. E sceglie tre testimonial d'eccezione

“L'importante è chi il sogno ce l'ha più grande”, cantava Roberto Vecchioni. Renato Giordano, trentino di origine, ma – dopo la laurea all'università “Federico II” di Napoli e la carriera militare – trasferitosi negli Stati Uniti per realizzare il suo progetto professionale, sogna in grande. Con due soci, l'ingegnere informatico Rod Corder e il manager Aaron Mishkin, ha fondato la EasyDial Inc. per portare aria nuova nel mercato mondiale dei dispositivi medicali per l'emodialisi, che vale milioni di dollari ed è oggi dominato da poche aziende che agiscono di fatto quasi in regime di monopolio. Si tratta di apparecchi ingombranti, costosi (arrivano a costare fino a 300 mila dollari, circa 280 mila euro), che oltretutto hanno bisogno di grandi quantità di acqua distillata e di potenza elettrica per funzionare. Per questo la stragrande maggioranza delle persone che soffrono di una qualche forma di insufficienza renale e deve sottoporsi a dialisi è costretta a recarsi in ospedale o in cliniche private. E solo in rari casi il trattamento, che richiede dalle 4 alle 6 ore, viene svolto a domicilio (l'installazione domestica delle apparecchiature, che in ogni caso vanno gestite da personale specializzato, comporta lavori piuttosto importanti). Chi deve sottoporsi alla dialisi sa quanto questo sia invalidante e conosce il carico di fatica – e talvolta di frustrazione – che comporta per sé e per i suoi familiari. La qualità della vita è fortemente compromessa.

Il sogno, ambizioso, di Giordano – che ha sperimentato sulla propria pelle cosa significhi sottoporsi a dialisi e nell'impresa ha messo a frutto oltre 40 anni di esperienza nella miniaturizzazione di congegni elettronici: ha lavorato tra l'altro al progetto del caccia multiruolo Tornado e, negli Usa, del sistema Gps – è quello di mettere sul mercato dispositivi di dialisi renale portatili, economici, a basso consumo di acqua ed energia per venire incontro al legittimo desiderio dei dializzati di una migliore qualità della vita.

A pochi anni dalla fondazione di EasyDial, la sfida è in parte vinta. Dai quattro stabilimenti statunitensi di ricerca e produzione che impiegano 130 dipendenti – a Irvine e Costa Mesa in California e a Chesterton in Indiana – hanno cominciato a uscire i primi apparecchi, simili a trolley, di colore arancione. “Abbiamo scelto questo colore – spiega Marco Crigna, responsabile controllo di gestione, amministrazione e finanza di EasyDial – perché anche in questo abbiamo voluto marcare la differenza: in genere, ci avete mai fatto caso?, i dispositivi medicali sono grigi, tristi… Anche attraverso la scelta, apparentemente insignificante, del colore abbiamo voluto differenziarci da quanto esiste in un mercato che da 30 anni non sa innovare”.

Il dispositivo di dialisi renale della EasyDial, chiamato “Dharma”, è portatile, ha la forma di una valigetta, ma garantisce standard di sicurezza analoghi a quelli degli apparecchi attualmente sul mercato, molto più ingombranti. “Ma Dharma offre anche il vantaggio di richiedere solo un gallone di acqua, circa 4 litri, a fronte dei circa 300 galloni degli apparecchi oggi abitualmente utilizzati, impiega solo due ore per un ciclo completo di dialisi extracorporea e ha una capacità di filtraggio del sangue dell'80 per cento (le macchine sul mercato arrivano al 35 per cento)”, osserva Vittorio Ciurletti di EasyDial Europe, il ramo europeo dell'azienda, che ha deciso di stabilire la propria sede a Vigolo Vattaro. Nel capannone recentemente acquistato sarà avviata la produzione dei dispositivi di dialisi renale destinati al mercato europeo (“tra fine agosto e i primi di settembre 2017, pensiamo”, dice Crigna).

L'attenzione al paziente è testimoniata anche dalla costituzione di una fondazione, finanziata con una parte degli utili, che si propone di portare il trattamento di dialisi alla popolazione oggi non ancora servita. “Nell'ambito del nostro progetto Hope – spiega Crigna – in collaborazione con la Nuova Carrozzeria Torinese (ex Lancia) consegneremo a fine maggio tre veicoli mobili equipaggiati con Dharma”. Un modo per portare realmente la dialisi al domicilio del paziente.

Il progetto Dharma è quasi al traguardo. Il dispositivo è attualmente sottoposto alle prime prove cliniche presso l'ospedale S. Martino di Genova, ma l'azienda è in attesa del via libera da parte del Comitato etico trentino per avviare analoghe prove cliniche presso l'ospedale S. Chiara di Trento. E già EasyDial progetta nuove sfide, incoraggiata anche dall'“endorsement” (l'appoggio) di tre testimonial d'eccezione: l'alpinista Simone Moro, il calciatore Alex Del Piero e il surfista Thomas Degasperi. “L'idea – dice Crigna – è quella di arrivare a produrre dispositivi indossabili. “Ci stiamo lavorando con l'Università Federico II (un accordo quadro per lo svolgimento di attività di ricerca di base per supportare lo sviluppo di tecnologie miniaturizzate di dialisi è stato firmato a fine gennaio, ndr) e con Fbk, per sviluppare una sorta di rene indossabile”. Giordano e soci continuano a sognare in grande.

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