Protonterapia, anche sotto i tre anni di residenza
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Via libera oggi dalla Giunta provinciale di Trento ad alcune decisioni riguardanti l’integrazione del nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica per immagini e di laboratorio erogabili nell’ambito del Servizio sanitario provinciale, assieme ad altre direttive riguardanti, fra l’altro, la protonterapia, le cui prestazioni potranno ora essere garantite, a certe condizioni, anche a chi non risiede da almeno tre anni sul territorio provinciale.Per quanto riguarda l’autocertificazione sull’esenzione per reddito, a partire dal 1 luglio non sarà più possibile rendere l’autodichiarazione all’atto del primo accesso alla prestazione in quanto non più compatibile con la ricetta de-materializzata di assistenza specialistica (quella compilata ed inviata tramite il computer). Pertanto dovrà essere il medico ad attestare – specificandolo sulla ricetta – il diritto all’esenzione, prima dell’invio della stessa.Altre decisioni sono un ticket pari a 1 euro a confezione sui preservativi erogati attraverso i dispensatori automatici nei consultori, quale partecipazione al costo per la dispensazione nell’ambito delle attività di prevenzione, e per evitare la configurazione di una cessione di beni assoggettabili ai fini fiscali (Iva e fatturazione), l’esenzione dal pagamento della tariffa di igiene le visite mediche preventive per gli accessi ai Cie richieste dalla Questura di Trento, vista la bassa casistica. L’Azienda dovrà monitorare il fenomeno e informare immediatamente l’Assessorato alla salute e politiche sociali nel momento in tale servizio non fosse più sostenibile con oneri a carico del servizio sanitario provinciale, al fine di prevedere i necessari correttivi.È stato inoltre chiarito che, fino a diversa determinazione da parte dei competenti Ministeri della Salute e dell’Economia e finanze, l’esenzione al ticket continua ad essere condizionata allo stato di disoccupazione e riferita al “nucleo familiare fiscale” ed è stato riconosciuta ai pediatri di libera scelta operanti nella rete allergologica pediatrica aziendale la facoltà di rilasciare la certificazione di malattia cronica oltre che la facoltà di prescrivere vaccini iposensibilizzanti.