Don Vincenzo Lupoli, la comunità una piccola chiesa

Don Vincenzo Lupoli durante uno dei suoi collegamenti serali

Una lettura, un commento, una preghiera, questa la scaletta degli apprezzati incontri proposti da don Vincenzo su YouTube

In tempo di coronavirus e di emergenza umana e sociale anche la nostra Chiesa locale ha intrapreso forme nuove di comunicazione e di vicinanza alla propria comunità di fedeli. In valle del Chiese don Vincenzo Lupoli, giovane prete alla guida da qualche anno – con la collaborazione di don Beppino Caldera, don Michele Canestrini e del diacono Giuseppe – delle Unità Pastorali “Madonna delle Grazie” e “Sacra Famiglia”, oltre alla cura del sito ufficiale dell’area pastorale del Chiese, ha pensato bene di aprire un proprio canale YouTube per dialogare, con le sue ben quattordici comunità, tra paesi grandi e piccoli.

Vi propone ogni giorno, alle 20 precise, il suo “piccolo momento serale”, fiducioso che siano in molti i fedeli in ascolto durante la forzata clausura. Sullo sfondo del piccolo studio approntato nella canonica di Condino, un altare adorno di fiori, un tabernacolo, in alto il crocifisso, ai lati immagini della Madonna e di una Deposizione: sopperiscono visivamente alla assenza dei familiari luoghi di culto.

“Attraverso questo piccolo momento serale – dice don Vincenzo – stiamo alimentando una sorta di ritorno alle origini della Chiesa, alla preghiera in famiglia, al gusto di una relazione di affetto, di amore verso il nostro prossimo più vicino”. E ancora: “In tempi di chiusura necessariamente forzata delle chiese scopriamo veramente che la famiglia può diventare una nuova piccola chiesa domestica…”.

Sono numerosi e stimolanti i pensieri che giornalmente don Vincenzo propone ai suoi mille iscritti, attraverso centinaia di visualizzazioni. Un ascolto che spazia dalle curiosità dei cosiddetti “nativi digitali”, a un diffuso interesse tra le fasce sociali degli ‘anta che hanno colto con favore la novità comunicativa.

Una lettura, un commento, una preghiera, questa la scaletta degli apprezzati incontri proposti da don Vincenzo. Con diverse sollecitazioni secondo i giorni, specie nella settimana santa.

Alla vigilia ha recato motivi di riflessione ricordando il “deserto” della tragedia in atto persistendo gli effetti devastanti del Covid 19 “soprattutto nelle famiglie che hanno subito perdite struggenti di un caro senza averlo potuto accompagnare all’ultimo viaggio, la sofferenza nelle case di riposo, le tante solitudini”.

Ma nella Pasqua, osserva ancora don Vincenzo, “il deserto può diventare un prato fiorito, come la natura che sorge, attraverso la preghiera e la buona notizia che reca la Resurrezione”. Perché la Pasqua, rilanciava nel momento serale di domenica scorsa don Vincenzo “è il giorno nel quale si accorciano le distanze tra cielo e terra, Dio è vicino a noi anche nella morte, nella Resurrezione e nella nostra vita”.

Di qui il suadente messaggio conclusivo del parroco: “È Pasqua ogni volta che, come ha fatto Gesù con i suoi discepoli disorientati dopo la sua morte, noi stiamo vicini agli altri, riscopriamo la vicinanza con un nostro compagno di viaggio, è Pasqua nei gesti buoni, verso i vicini di casa, è Pasqua negli ospedali dove medici ed operatori sanitari fanno tutto il possibile e l’impossibile per salvare la vita”.

Ci piace pensare, quando si darà il termine di questa tragedia planetaria, di poter avere una umanità dai tratti diversi, attenta a nuovi valori di vicinanza, sobrietà, solidarietà verso gli altri, verso una natura sin qui provata dalle nostre disattenzioni. La “finestra” di don Vincenzo e di tanti altri preti sparsi nel Trentino possono essere allora uno strumento per la speranza.

vitaTrentina

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
vitaTrentina

I nostri eventi

vitaTrentina