Torna a Sanzeno la preghiera ecumenica delle donne, quest’anno proposta dalla Nigeria

Preparata dalle donne e realizzata da loro, ma aperta a chiunque voglia esserci: è questa la sollecitazione che, nel primo sabato di marzo porta, da 34 anni, tante persone ad accogliere la proposta del gruppo Samuele e ritrovarsi a Sanzeno, per la preghiera ecumenica delle donne.

L’appuntamento è quindi per tutte e tutti alla Basilica dei Santi Martiri sabato 7 marzo alle 20.30 per vivere assieme un momento che non è un solo incontro religioso, ma è l’espressione di un movimento diffuso a livello globale. Donne di tutto il pianeta, provenienti dalle varie confessioni cristiane, si uniscono in tutto il mondo in una rete di preghiera, condividendo fede, parole, idee e un obiettivo chiaro: la dignità e la sicurezza di vita delle donne di tutte le età.

Africa in primo piano

Ogni anno sono le donne di un paese diverso a predisporre e condividere la traccia di una liturgia, che mira a far conoscere le situazioni difficili e disagiate nelle loro società. E quest’anno sono quelle della Nigeria che, ispirandosi al Vangelo di Matteo (11,28): “Venite! Portate il vostro fardello, io vi darò ristoro” , richiamano l’attenzione sulla loro realtà quotidiana, spesso molto difficile. Contrasti socio-economici del paese, drammatica situazione della sicurezza, la costante minaccia di rapimenti, femminicidi e schiavitù moderna segnano infatti la loro vita quotidiana. Con il sostegno della comunità globale, esse cercano percorsi per un cambiamento positivo e vie d’uscita dalla violenza.

Il testo che arriva dalla Nigeria è arricchito dalla coreografia del gruppo Samuele che – con la collaborazione ormai consolidata di un gruppo di amiche piemontesi – anima il canto, quest’anno anche nigeriano, attraverso il gruppo interparrocchiale che si forma ogni anno in questa occasione.

Durante la preghiera viene proposta una colletta: quest’anno andrà, tramite le suore canossiane di Trento, al progetto “Diamo un futuro in mano”, a sostegno delle donne e ragazze che in Africa vengono accolte nel centro di formazione professionale Bakhita dove, con corsi di sartoria, informatica e dattilografia, acquisiscono competenze per inserirsi nel mondo del lavoro.

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