Un regolamento all’estensione dei vigneti di Brentonico: consegnata la petizione

Si è tenuta questa mattina (11 marzo), presso il Centro Culturale Alexander Langer di Brentonico, la conferenza stampa che ha segnato la chiusura ufficiale della raccolta firme per la petizione che chiede di monitorare e regolamentare l’estensione dei vigneti sull’altopiano. Al termine dell’incontro, i rappresentanti del “Comitato biodiversità e salute per Brentonico”, promotore dell’iniziativa, hanno formalmente consegnato in Comune, nelle mani del Sindaco, la petizione, che ha raggiunto il traguardo di mille firme esatte in appena un mese, quasi la metà dei voti validi registrati alle ultime elezioni comunali del 2025.

“Siamo apartitici, nostro unico avversario è la monocoltura viticola dei grandi investitori”

A illustrare il significato di questo risultato è intervenuto Marco Niro, portavoce del Comitato: “Parlo a nome degli altri trenta membri attivi del Comitato e, soprattutto, in rappresentanza dei mille cittadini brentegani che hanno scelto di sottoscrivere il documento. Si tratta di un numero dal grande valore simbolico, che merita il profondo rispetto che si deve a quasi metà dei votanti nel nostro comune”.

A fronte di alcune illazioni circolate nei giorni scorsi, il portavoce ha tenuto a ribadire che l’iniziativa ha come unico avversario la monocoltura viticola dei grandi investitori: “Desideriamo chiarire una volta per tutte che non siamo in alcun modo contro i piccoli vignaioli brentegani, di cui rispettiamo il lavoro storico. Allo stesso modo, non siamo contro l’Amministrazione; al contrario, riteniamo di aver fornito al Comune, con queste mille firme, una forza politica e negoziale molto maggiore per contrastare l’avanzata della monocoltura viticola a Brentonico”.

L’ultima precisazione ha riguardato la natura dell’iniziativa: “Siamo un movimento rigorosamente apartitico, e ci teniamo a puntualizzarlo visto che qualcuno ha provato ad attribuirci etichette che non ci appartengono. Non abbiamo padrini né padroni. Purtroppo, l’abitudine alla partecipazione si è persa a tal punto da rendere difficile credere che i cittadini possano ancora impegnarsi in modo spontaneo e autonomo per il bene comune. L’unica cosa che ci guida è la scienza, che ci ha indotti a maturare la ferma volontà di tutelare dagli effetti nocivi della monocoltura viticola il nostro ambiente, il paesaggio, la salute pubblica e la sovranità dei brentegani sul loro territorio”.

Come esposto nel documento depositato, le ragioni che hanno spinto i cittadini a mobilitarsi si fondano su quattro criticità principali. La prima riguarda la scarsità idrica: i cambiamenti climatici stanno riducendo l’acqua disponibile e i vigneti, a causa della crescente evapotraspirazione, richiedono risorse idriche che non possono essere sottratte agli usi civili, come già sperimentato durante i razionamenti del 2022. Il secondo pilastro è la tutela della salute, minacciata dall’uso di fitofarmaci, in ottemperanza all’articolo 41 della Costituzione che subordina l’iniziativa economica al rispetto dell’ambiente e della salute umana. Vi è poi la necessità di difendere l’inestimabile biodiversità del Monte Baldo e la stabilità idrogeologica dei pendii dal rischio di erosione causato dalla monocoltura. Infine, la petizione solleva il problema degli investimenti delle grandi aziende, per lo più esterne, che sfruttano il territorio senza lasciare vera ricchezza alla comunità locale.

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