Il 13 marzo 2013 l’elezione del Papa arrivato “quasi alla fine del mondo”

Credit: Gianni Zotta

“Un Papa che s’inchina e si fa benedire, chiedendolo per favore, ai suoi fedeli. Non era mai successo nella storia ma lo Spirito Santo ama ancora evidentemente le sorprese. Oltre a regalare al mondo il primo Papa latinoamericano della storia, ci presenta questo 76enne cardinale latinoamericano che ha scelto come modello il santo più amato dagli italiani: Francesco”. Il numero di Vita Trentina del 17 marzo 2013 presentava così papa Francesco, al secolo José Maria Bergoglio, eletto pontefice alle 20.10 del 13 marzo. Una “sorpresa dal Conclave”, avevano titolato allora tanti siti di tutto il mondo. “Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo“, erano state le prime parole di Francesco dopo aver pronunciato un timido “buonasera”.

“La pioggia, insistente per tutto il pomeriggio, si era fermata”, è il racconto dell’inviato Diego Andreatta. “Gli ombrelli chiusi, quasi un segnale del cielo. Mano a mano che i minuti passavano dopo le 19, si notava un ritardo rispetto alla fumata del primo giorno di conclave (il camino aveva sbuffato nero alle 18.40) e si cominciava a interpretarlo con speranza: ‘Forse è la volta buona, altrimenti torneremo domani’. All’improvviso, un boato. Sui maxischermi il comignolo comincia a fumare, è uno sbuffo improvviso, ma deciso. E’ buona, è buona, ma no diventa nera. Solo per pochi attimi perché il bianco poi si fa davvero bianco, candido quasi. E viene in mente che la stufa moderna della cappella sistina – quella con un dispositivo elettronico che ha affiancato la tradizionale stufa rotonda – è stata perfezionata per non lasciare dubbi: i fumogeni bianchi sono ottenuti con clorato di potassio, lattosio e pece greche come si era divertito a spiegare padre Lombardi rispondendo ad una curiosità dei giornalisti. Ma ora poco importa, perché non ci sono dubbi e anche il quasi contemporaneo suono delle campane invita il mondo alla gioia: ‘Habemus Papam’. Al quinto scrutinio, al secondo giorno, quindi molto in fretta secondo i tempi della storia quasi che i cardinali avessero voluto assecondare il desiderio di Benedetto XVI: dare in fretta alla Chiesa il nuovo Papa”.

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