Rimarrà visitabile fino al 31 marzo, nelle Cantine di Torre Mirana, la mostra “Io ero, sono, sarò”, ideata dalla fotogiornalista Silvia Amodio e curata da Lucia Di Gruttola, ex paziente oncologica, che l’ha portata a Trento grazie all’associazione Lotus – Oltre il tumore al seno.
In mostra 50 ritratti di 49 donne e un uomo che hanno affrontato il tumore al seno, con le loro foto e una piccola descrizione delle loro paure, del loro coraggio e della loro rinascita. “Per me la mostra è stata una grande terapia”, ha raccontato Di Gruttola in occasione dell’inaugurazione, venerdì 13 marzo. “Con questo progetto abbiamo sì mostrato il nostro corpo, ma abbiamo anche anche immortalato la nostra anima, spogliandoci completamente delle nostre angosce. E ci siamo sentite delle principesse”.
“Vi invito ad immedesimarvi in questi scatti – ha affermato la presidente dell’associazione Lotus Chiara De Pol – perché immedesimarvi nella loro storia ci aiuta a portare fuori di qua il messaggio della prevenzione e del prendersi cura, che per noi è veramente molto importante. Il mio primo ringraziamento va proprio a quelle donne e a quell’uomo che hanno deciso di mettersi a disposizione di questa mostra, che hanno scelto di mettere a disposizione di tutti noi il loro vissuto per farci portare fuori da qui il loro messaggio”.
“Nella maggior parte dei casi le donne che vivono un cancro al seno preferiscono accantonare oppure dimenticare quell’episodio della vita e metterlo in un angolo della propria testa”, ha aggiunto Eleonora Pau, vicepresidente di Europa Donna Italia, che raggruppa quasi 190 associazioni di donne che hanno avuto un tumore al seno. “Poi invece ci sono tante altre donne che questa esperienza la donano anche agli altri, attraverso tanti strumenti, come può essere un’esposizione. Farsi fotografare come paziente, infatti, significa esporsi”.
“Penso che il primo passo per fare prevenzione sia quello di amare se stesse e il proprio corpo – ha sottolineato la direttrice dell’Unità operativa di Senologia dell’Asuit Marvi Valentini – sia per la prevenzione primaria, per quanto riguarda le nostre scelte di salute, sia per la prevenzione secondaria, con l’obiettivo di fare diagnosi precoce con lo screening. Un primo passo che testimonia l’amore per se stesse è l’autoesame, l’autopalpazione. Un autoesame periodico che diventa routine è un modo per conoscersi. Sono piccoli gesti, che però spesso bloccano e incutono timore nelle donne. Bisogna far sì che le donne superino questa paura, perché l’autopalpazione è un modo per conoscere la propria normalità”.
Gli orari di apertura della mostra sono dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.