La Biblioteca comunale di Trento propone un ciclo di due incontri dal titolo “Conosciamo la Casa Circondariale di Spini di Gardolo”, per avvicinare la cittadinanza alla realtà carceraria attraverso le testimonianze e le riflessioni di cinque autori che, da prospettive diverse, hanno raccontato il mondo della detenzione. L’iniziativa invita a interrogarsi sul rapporto tra carcere e comunità, sui confini tra bene e male e sulle possibilità di rinascita che possono emergere anche in contesti difficili. Entrambi gli appuntamenti si terranno alle 17.30 nella sala degli Affreschi della sede centrale della Biblioteca di via Roma.
Il primo incontro, in programma martedì 31 marzo, vedrà dialogare Rolando Pizzini, insegnante di religione e autore del libro I confini del bene, e Domenica Primerano, ex direttrice del museo Diocesano Tridentino e autrice di Ripensare il museo. A moderare sarà Diego Andreatta, direttore del settimanale Vita Trentina. Nel suo libro, Pizzini ripercorre vent’anni di incontri con i detenuti, selezionando episodi che lo hanno segnato profondamente e offrendo uno sguardo diretto sull’umanità che abita il carcere, fino alle riflessioni di un killer mafioso e di un uomo che ha compiuto un femminicidio. Primerano affronta invece il tema del carcere attraverso la trasformazione urbana di Trento, osservando come lo spostamento del vecchio carcere di via Pilati a Spini di Gardolo abbia contribuito ad allontanare culturalmente e socialmente il fenomeno carcerario. Nella sua visione, il museo diventa uno spazio di mediazione capace di riattivare il dibattito pubblico e promuovere consapevolezza.
Il secondo appuntamento, previsto per martedì 14 aprile, sarà invece incentrato sul dialogo tra Amedeo Savoia, insegnante e autore del libro Se li guardi, Salvina Gagliardo, dirigente dell’area sanitaria del carcere e autrice di In un battito d’ali di una libellula, e Angela Lopiano, ex agente di Polizia Penitenziaria e autrice di Rinascere. A condurre il dibattito sarà Michela Grazzi di Radio Italia Anni ‘60. Savoia restituisce nel suo libro le voci dei detenuti e sottolinea l’urgenza di concepire il carcere come spazio riabilitativo. Gagliardo racconta la resistenza dell’umanità di fronte alle crudeltà della vita, mentre Lopiano mette in luce l’importanza di un approccio educativo nella gestione penitenziaria, mostrando come il lavoro degli agenti possa favorire percorsi di rinascita morale.
Nel loro insieme, i cinque libri offrono uno sguardo complementare sulla realtà carceraria, sul confine tra bene e male e sulla possibilità di mediazione culturale e sociale. Il ciclo di incontri rappresenta un invito a riflettere sull’umanità che abita gli spazi di detenzione e sulla responsabilità collettiva nel costruire ponti tra carcere e comunità. I due incontri rientrano nell’ambito del progetto “Liberi da dentro” sostenuto dal Comune di Trento e dalla Fondazione Caritro, promosso dall’Associazione provinciale di aiuto sociale, dalla Scuola di Preparazione Sociale, dalla Fondazione Franco Demarchi, dall’Associazione “Dalla Viva Voce”, dal Coordinamento teatrale trentino, dalla Casa circondariale di Trento oltre che dal Comune di Rovereto e di Riva del Garda.
Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 0461 889521 oppure scrivere all’indirizzo email info@bibcom.trento.it.