Le Acli Trentine esprimono “la loro piena e incondizionata solidarietà nei confronti dell’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi in riferimento alle critiche rivoltegli da alcuni esponenti della politica e delle istituzioni trentine”.
“La difesa della dignità della persona e di chiunque, indipendentemente dal Paese di origine, dallo stato sociale in cui si trova, dalla lingua che parla e dalla religione che pratica – sottolineano le Acli -, è compito precipuo di ogni cristiano e di ogni sincero democratico”.
Le parole che hanno scatenato un ampio dibattito nei giorni scorsi sono quelle pronunciate in occasione della Veglia per i martiri missionari che si è svolta lo scorso 24 marzo. “Questi fratelli migranti sono la nostra salvezza, la nostra benedizione. Guai se non ci fossero”, ha affermato Tisi. Che ha poi denunciato con parole molto nette la condizione di molti migranti trattenuti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr): “Pensiamo ai Cpr: che tragedia! Questi fratelli ci stanno tenendo in piedi e noi li trattiamo con durezza, con negligenza, con freddezza. Cari fratelli migranti, perdonateci”.
A queste parole hanno reagito subito alcuni esponenti del centrodestra. Claudio Cia (Forza Italia), Walter Kaswalder (Patt) e Luca Guglielmi (Fassa) hanno definito “semplicistica” la lettura sui migranti fatta da Tisi. “La Chiesa richiami pure i valori della persona, ma non trasformi questioni complesse in rappresentazioni emotive che finiscono per colpevolizzare cittadini e istituzioni. Quando dal pulpito si afferma che essi ‘ci stanno tenendo in piedi’ e ci si spinge fino a chiedere loro ‘perdono’, non ci si colloca più soltanto sul terreno dell’esortazione spirituale. Si entra in quello della lettura pubblica e politica di un fenomeno complesso, ma lo si fa con una chiave interpretativa che appare semplificata e poco aderente alla realtà. Una cosa è predicare, altra cosa è governare. Predicare significa indicare un orizzonte morale, governare invece vuol dire misurarsi con i limiti della realtà, con le contraddizioni, con la necessità di tenere insieme umanità e legalità, accoglienza e regole, dignità della persona e responsabilità delle istituzioni”. Secondo i tre rappresentanti della politica, “i Cpr non sono una deviazione morale dello Stato, ma strumenti previsti dall’ordinamento per gestire situazioni di irregolarità. Si può discutere della loro efficacia e delle modalità di gestione, ma non si può fingere che il problema non esista”.
Le politiche messe in campo dal governo, ha aggiunto la rappresentante provinciale di Fratelli d’Italia Francesca Gerosa, “mirano a coniugare umanità e legalità, contrastando l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani, e al contempo garantendo accoglienza a chi ha diritto di protezione. Fondamentale, in questo quadro, è anche il ruolo dei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR), strumenti necessari per assicurare l’effettività delle procedure di espulsione nei confronti di chi non ha titolo per rimanere sul territorio nazionale. Si tratta di strutture che, gestite nel pieno rispetto delle norme e dei diritti della persona, contribuiscono a rendere il sistema più credibile ed efficiente, attuando il principio secondo cui in Italia si entra solo legalmente”.
Anche il Coordinamento delle Comunità Accoglienti (CNCA), “da sempre a fianco delle persone più fragili, meno tutelate, che siano migranti o meno, esprime piena e convinta solidarietà al Vescovo Lauro Tisi e condivide il suo forte richiamo”. E anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha preso posizione: “Sono preoccupanti gli attacchi rivolti nelle ultime ore al vescovo Lauro Tisi, a cui esprimo tutta la mia solidarietà. Si può essere d’accordo o meno con i concetti espressi durante la sua ultima omelia. Quello che non è ammissibile è arrogarsi il compito di stabilire quale sia il compito della Chiesa, quale sia perimetro degli argomenti consentiti, quale sia la sua missione. La laicità dello Stato, principio che risale al Concordato di un secolo fa, ha come contraltare la libertà della Chiesa”.