Delle quaranta specie di zecche esistenti in Italia, una decina sono documentate in provincia di Trento. Quella più diffusa e nota è la zecca dei boschi (Ixodes ricinus) che si sta espandendo, per via dei cambiamenti climatici. Per migliorare il monitoraggio delle zecche finalizzato alla produzione di mappe di diffusione e rischio delle malattie trasmesse la Fondazione Edmund Mach ha sviluppato una app. Si chiama ZeccAPP e si tratta del primo progetto di “citizen science” per la segnalazione delle zecche sul territorio trentino e nazionale.
“Il progetto – spiega Annapaola Rizzoli, responsabile dell’unità Ecologia Applicata del Centro Ricerca e Innovazione – si propone non solo di raccogliere le segnalazioni riguardo alla presenza di zecche sul territorio, ma anche di diffondere informazioni e strategie utili per la prevenzione sanitaria”. Questo avviene attraverso approcci di coinvolgimento degli utenti, come ad esempio guide in-app per la fotografia, feedback rapidi sulle immagini inviate, vademecum sui comportamenti da adottare per proteggersi dai morsi di zecca e coinvolgimento di stakeholder strategici, assicurando così una struttura affidabile e una diffusione capillare sul territorio. Grazie a questo progetto collaborativo, ogni cittadino avrà la possibilità di contribuire alla ricerca e ogni utente potrà beneficiare dei dati inviati dagli altri, in una vera ottica di scienza diffusa e partecipata.
L’applicazione, sviluppata dall’Unità Agrometeorologia e Irrigazione del Centro Trasferimento Tecnologico, è disponibile per sistemi iOS e Android e integra il contributo dei cittadini e la valutazione scientifica degli esperti FEM.