Le donne, la Resistenza e gli 80 anni del diritto di voto: se ne è parlato con Filippi e Poggio

A poche settimane dal 25 aprile ricorrerà anche l’80esimo anniversario del voto alle donne. Se ne è parlato in un incontro in via San Martino con lo storico Francesco Filippi e con la prorettrice alle Politiche di equità e diversità dell’Università di Trento Barbara Poggio, moderato da Laura Galassi (Tgr Trento).

“Il fascismo è un regime maschilista, di maschi che hanno bisogno di minoranze da opprimere. E la prima, e più strana, delle minoranze oppresse dal fascismo è proprio quella delle donne. Strana perché in realtà sono la maggioranza assoluta del Paese, ma per vent’anni il processo di ingegneria politica e sociale messo in piedi dal regime totalitario italiano porta all’esclusione delle donne dalla vita politica”, ha spiegato Filippi.

Anche il racconto pubblico della Resistenza “tende a relegare all’elemento di cura l’aiuto femminile”, ha aggiunto lo storico trentino. “Dopo la guerra ci sono i partigiani e le staffette. Questa differenziazione nasce già a cavallo dell’aprile 1945, quando, dopo mesi di guerra e condivisione, c’è una necessità impellente da parte delle formazioni resistenziali: trovare una spiegazione valida del perché ci siano così tante donne che sono andate con i partigiani”.

“Sono passati 80 anni. I numeri sono cambiati. All’inizio sono 21 le donne che vengono elette nella Costituente, il 3%. Alle prime elezioni saranno il 5%. E cresceranno molto lentamente. Oggi siamo al 33%”, ha spiegato Poggio. “La crescita all’inizio è veramente lentissima. Negli ultimi decenni siamo andati più veloci. E all’ultimo giro ci siamo fermati. Non siamo ancora arrivati al 50% che già ci siamo fermati”.

Poggio ha sottolineato la grandissima partecipazione femminile alle prime elezioni amministrative. “Il dato è molto significativo dal punto di vista della partecipazione attiva, molto meno dal punto di vista della partecipazione passiva: vale la pena di ricordare che quando si fa la legge per riconoscere il voto alle donne ci si dimentica del voto passivo, della possibilità di essere elette, quindi devono aspettare un pochettino per ottenere anche questa possibilità”, ha aggiunto Poggio.

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