A Lavis si è aperta la festa per il Primo Maggio organizzata dai sindacati Cgil Cisl e Uil. “Sono felice che la festa di oggi si chiami ‘Per un lavoro dignitoso’. Lavoro ce n’è, ma non è detto che sia un lavoro di qualità. E il lavoro non è solo importante che ci sia: è importante che sia un lavoro di qualità, che permetta la crescita delle persone e delle comunità, che permetta la conciliazione dei tempi delle famiglie, che consenta di sviluppare il nostro essere come individui e come membri della società”, ha detto il sindaco di Lavis, Luca Paolazzi, in apertura della mattinata.
“Nel momento in cui registriamo i livelli di occupazione più alta e di disoccupazione più bassa negli ultimi 25 anni, i livelli di esclusione sociale e il rischio di povertà in Trentino non scendono”, ha sottolineato il segretario della Cgil Andrea Grosselli. “Ed è un paradosso, perché vuol dire che mentre si lavora si rischia di diventare poveri, di restare poveri, di non riuscire ad avere, attraverso il lavoro, quel benessere e quella dignità che il lavoro deve garantire”.
“Essere tutti uniti a parlare di lavoro significa rimettere al centro le questioni fondamentali del nostro Pianeta: la transizione ecologica, la transizione tecnologica, che avrà un impatto a tutte le latudini, la questione della democrazia e della pace”, ha aggiunto Grosselli.
Ha preso poi la parola Michele Bezzi, segretario generale della Cisl del Trentino: “Oggi abbiamo piena occupazione, ma il problema è quello di avere le condizioni che permettano alla persona di realizzarsi nel lavoro, con un’opportunità di crescita professionale e una retribuzione adeguata per vivere. Ma serve anche altro: che il lavoro offra una possibilità di socialità tra le persone, con un’attenzione particolare alla salute e alla sicurezza sul lavoro, senza le quali non diamo al lavoro la dignità di cui vorremmo che il lavoro si riappropriasse”.
Walter Largher, segretario della Uil del Trentino, ha ringraziato Lavis per aver ospitato la festa del Primo Maggio. “E’ una festa però non dobbiamo dimenticarci il lavoro dignitoso, è una festa ma non dobbiamo dimenticarci che in Trentino siamo il fanalino di coda per le retribuzioni nel Nord-Est, è una festa ma non dobbiamo dimenticarci che c’è il tema della casa, è una festa ma non dobbiamo dimenticarci che c’è un tema di pari opportunità, è una festa ma non dobbiamo dimenticarci che i giovani oggi emigrano all’estero. Per questo credo che dobbiamo lavorare in maniera unitaria, e in Trentino credo che lo stiamo facendo bene”.