Abbiamo le carte! L’archivio Liberio Collini diventa podcast e racconta la storia delle montagne trentine

È ascoltabile online su sanbaradio.it e sulle principali piattaforme podcast “Abbiamo le carte! L’archivio Liberio Collini ritrovato”, un podcast in 10 episodi che racconta la figura di Liberio Collini – alpinista, guida e rifugista, figlio di Adamello Collini – a partire dai materiali del suo archivio storico, riportati alla luce e trasformati in narrazione. La vicenda di una famiglia, di una valle e dell’alpinismo trentino che torna a vivere attraverso voci, documenti e memoria, in un lavoro che non è solo un racconto biografico, ma un viaggio dentro una storia più ampia: quella della montagna vissuta, delle comunità, della cultura alpina e del Trentino, attraverso carte, appunti, fotografie e testimonianze che restituiscono uno sguardo diretto su un’epoca e su un modo di vivere la montagna.

L’iniziativa è stata presentata presso la Casa della SAT a Trento da Riccardo Decarli, bibliotecario della Biblioteca della Montagna – SAT; Bruno Zanon, presidente della Commissione Storico Culturale della SAT; Alessandra Benacchio, referente dell’iniziativa; Alessandro Fontanari, in rappresentanza della famiglia Collini; Giovanni Melchiori, autore del podcast e responsabile di Sanbaradio. Presente anche la vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli. 

Realizzato dalla SAT in collaborazione con il Centro Studi Judicaria e Sanbaradio, con il sostegno della Fondazione Caritro attraverso il “Bando Archivi”, il podcast “Abbiamo le carte! L’archivio Liberio Collini ritrovato” è curato da Mercurio Società Cooperativa Impresa Sociale. Il lavoro è scritto da Giovanni Melchiori e Caterina Weiss, con il supporto alle fonti archivistiche di Novella Volani, il coordinamento di Alessandra Benacchio e la conduzione di Caterina Weiss. Produzione e montaggio sono a cura di Giovanni Melchiori.

Le voci ospitate nelle diverse puntate sono quelle del ricercatore indipendente Alessandro Fontanari, dello storico Quinto Antonelli, di Riccardo Decarli, bibliotecario della SAT, di Marco Gramola della Commissione Storica SAT, di Novella Volani, che ha curato le trascrizioni dei diari, dello storico Diego Leoni e di Bruno Zanon, urbanista e presidente della Commissione Cultura della SAT.

“Questo progetto rappresenta pienamente il senso del lavoro culturale della SAT – sottolinea Bruno Zanon, presidente della Commissione Storico Culturale della SAT –. Recuperare un archivio significa non solo conservarlo, ma restituirlo alla comunità, trasformarlo in racconto e condividerne i valori. Utilizzare strumenti come il podcast significa scegliere modalità nuove di divulgazione, capaci di rendere la memoria più accessibile e di farla vivere nel presente, mantenendo forte il legame tra montagna, cultura e comunità”.

“È stato un lavoro lungo oltre due anni, fatto di digitalizzazione, di riordino e interpretazione dei materiali – spiega Alessandra Benacchio, referente del progetto – che è stato possibile mettendo in campo differenti professionalità, reti e persone esperte e appassionate. Partire da diari e appunti, resi fruibili anche attraverso un importante lavoro di trascrizione, ha significato confrontarsi con una scrittura personale, non pensata per essere raccontata. Fin dall’inizio, il podcast è stato pensato come lo strumento per trasformare questo patrimonio in un prodotto editoriale fruibile da diverse generazioni, capace di tenere insieme divulgazione e rigore scientifico”.

Ad illustrare l’iter della produzione e del montaggio è Giovanni Melchiori: “Abbiamo le carte! L’archivio Liberio Collini ritrovato” restituisce valore a un archivio ritrovato, trasformandolo in uno strumento vivo di conoscenza e divulgazione. Le carte tornano a parlare attraverso il podcast, un mezzo contemporaneo capace di raggiungere pubblici diversi e di portare storie, voci e documenti fuori dagli archivi e dentro le comunità, con un linguaggio accessibile e diretto”.

Ma chi era davvero l’alpinista Liberio Collini, che oggi torna a parlare attraverso le sue carte e i suoi diari? Che cosa ci racconta e ci insegna? Si tratta di un fondo di grande consistenza e profondità cronologica, dice Riccardo Decarli, bibliotecario della Biblioteca della Montagna – SAT: “Raccoglie materiali che vanno dal XIX secolo fino al 1994. Il nucleo più significativo è rappresentato dalla produzione diaristica di Liberio Collini: 39 agendine che, insieme ad altri documenti, raccontano in oltre 5000 pagine la sua vita dal 1942 fino alla morte”. Un patrimonio che non si esaurisce nella dimensione biografica, ma che restituisce una memoria più ampia attraverso registri, corrispondenza, fotografie e documenti legati alla gestione dei rifugi, è possibile ricostruire non solo la storia di una famiglia, ma anche quella di un territorio, con una testimonianza significativa sulla Val Rendena e sul gruppo Adamello-Presanella.

Un lavoro che si inserisce nel più ampio impegno della SAT nella conservazione e valorizzazione della memoria: “La Biblioteca della Montagna – conclude Decarli – conserva archivi e documenti che raccontano non solo l’alpinismo, ma l’evoluzione delle comunità e del rapporto con la montagna. L’archivio Collini dimostra quanto sia importante non solo conservare, ma rendere accessibili questi materiali, perché possano continuare a generare conoscenza”.

In questo quadro si inserisce anche il valore pubblico dell’iniziativa, come sottolinea la vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli: “Valorizzare la memoria è uno dei modi con cui partecipiamo alla vita pubblica, e partecipare alla vita pubblica è una delle vie per abitare pienamente il nostro presente. Il lavoro compiuto per riportare alla luce la storia di una famiglia diviene così il racconto di una comunità e del suo rapporto con la montagna, un frammento di storia che si riflette nel passato restituendoci l’immagine della nostra relazione con il territorio. “Abbiamo le carte! L’archivio Liberio Collini ritrovato” non è solo il frutto di un lavoro innovativo in cui la creatività incontra il rigore scientifico della ricerca, ma un dono per la comunità di appassionati e per tutti coloro che desiderano conoscere in maniera autentica l’ambiente che ci circonda”.

Venerdì 8 maggio si terrà anche una serata di approfondimento a Pinzolo, al teatro parrocchiale Laurentianum, alle ore 18. Un incontro organizzato dalla SAT in collaborazione con il Centro Studi Judicaria, partner dell’iniziativa, la Biblioteca comunale, il Comune di Pinzolo e la Parrocchia, per approfondire il lavoro e i contenuti dell’Archivio Liberio Collini. Interverranno Quinto Antonelli, con un approfondimento su cosa sia un archivio, Alessandro Fontanari, che traccerà il profilo biografico di Liberio Collini e quello familiare, in stretta connessione con l’attività di rifugisti della valle, e Novella Volani, con un approfondimento sul lavoro di trascrizione dei documenti diaristici. L’incontro sarà moderato da Giuliano Beltrami, presidente del Centro Studi Judicaria.

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