Nella provincia di Trento il tumore della mammella è la neoplasia più frequente tra le donne, con un’alta incidenza, oltre 600 nuovi casi all’anno, ma anche una elevata capacità di cura grazie alla diagnosi precoce. La prevalenza si attesta sulle 5.000 donne che convivono con una diagnosi di tumore mammario pregressa o attuale. I dati sono abbastanza in linea con la media nazionale, sebbene si registri una lieve crescita della patologia; il 40% delle nuove diagnosi arriva dallo screening mammografico che è stato esteso alle fasce d’età sopra i 70 anni e sotto i 50 (49), che ha portato ad un graduale aumento dei nuovi casi.
In quest’ottica, si è tenuto a Trento presso il Palazzo della Regione l’evento aperto al pubblico “Tumore al seno: perché parlarne può salvare la vita?” promosso da Salute Donna e Salute Uomo con il contributo non condizionato di Novartis e il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e della Presidenza del Consiglio regionale, occasione di incontro tra clinici e associazioni dei pazienti con l’intervento dei rappresentanti delle Istituzioni nazionali, regionali e locali, che si sono confrontati su questa neoplasia considerata priorità di salute pubblica, che necessita di risposte coordinate sul territorio.
“Parlare di tumore al seno può davvero cambiare la vita di migliaia di donne, la corretta informazione è il primo passo verso la prevenzione perché una diagnosi precoce aumenta in modo significativo le possibilità di cura e fare squadra è la chiave per costruire una rete solida tra Istituzioni, medici, associazioni dei pazienti e cittadini – così si esprime l’onorevole Vanessa Cattoi, coordinatrice Intergruppo Parlamentare ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ alla Camera – parlare di tumore al seno è un atto di responsabilità collettiva, solo insieme è possibile trasformare la paura in forza e speranza. Un ringraziamento speciale va alla presidente Anna Maria Mancuso di Salute Donna ODV e alla sezione di Ala in Trentino, guidata da Tiziana Sega, che con il lavoro dei preziosi volontari contribuiscono ogni giorno a supportare e migliorare concretamente la vita dei pazienti oncologici”.