In Trentino mancano 250 infermieri, anche se il numero di professionisti è in crescita

Al teatro Zandonai di Rovereto, “sold out” per l’occasione, nella serata dell’11 maggio si è tenuta la consueta celebrazione per una Giornata dell’infermiere. “Il titolo di quest’anno, Nati per prendersi cura, formati per eccellere, racchiude l’essenza più profonda della nostra identità professionale. Parla infatti delle radici della nostra scelta: la responsabilità verso la cura della persona e della comunità”, ha detto il presidente Daniel Pedrotti nel proprio intervento davanti ad un’attenta platea. “Un titolo che richiama ciò che la professione è diventata e continua ad essere, cioè competenza, responsabilità e capacità di eccellenza all’interno dei sistemi sanitari e sociosanitari sempre più complessi – ha aggiunto. – Questa giornata assume inoltre un significato particolare. Ricorrono i cento anni dal Regio Decreto-legge 15 agosto 1925, n. 1832, che ha attivato le scuole-convitto professionali per infermiere. Un passaggio fondamentale, l’inizio della strutturazione della formazione infermieristica nel nostro Paese”.

Pedrotti ha poi sottolineato con forza l’importanza della categoria rappresentata: “La professione infermieristica non è un ruolo accessorio del sistema salute, ma uno dei suoi pilastri. Il titolo della Giornata è stato scelto per affermare con chiarezza che la qualità dell’assistenza, la continuità della cura e la sostenibilità del sistema sanitario dipendono in modo decisivo dalla valorizzazione delle competenze infermieristiche, dalla loro autonomia e dalla capacità di lavorare in integrazione con tutte le altre professioni. Il futuro della sanità, in Trentino come nel resto del Paese, si gioca sulla capacità di costruire un sistema realmente integrato in una logica di responsabilità condivisa”.

In Italia sono 461.452 gli infermieri e infermieri pediatrici. In Trentino gli iscritti all’albo sono in costante aumento e, al 31 dicembre 2025, hanno raggiunto quota 4.648, con un saldo di +87 nel 2025 (199 iscrizioni contro 112 cancellazioni). Negli ultimi tre anni il trend è positivo: 4.498 nel 2023, 4.561 nel 2024 e 4.648 nel 2025. Gli infermieri sono 4.607, mentre gli infermieri pediatrici sono 41. La componente femminile resta prevalente, con 3.862 donne (83%) contro 786 uomini. Un tema critico riguarda l’invecchiamento della professione con l’apice dei pensionamenti che arriverà fra 4-5 anni: 637 infermieri hanno tra 56 e 60 anni, 772 tra i 51-55 e 506 tra i 46-50 anni. Complessivamente, il 41% degli infermieri trentini ha tra 46 e 60 anni, il che significa che nei prossimi quindici anni circa 2.000 professionisti usciranno dalla professione, con una media di 130 all’anno. A questi si aggiungono le dimissioni volontarie verso il privato e il vicino Alto Adige.
Dal 2020 al 2025 gli infermieri libero-professionisti sono aumentati da 166 a 229 con un incremento del 38%. Positivo il dato relativo agli infermieri giovani: 599 tra 26 e 30 anni e 591 tra 31 e 35 anni, pari al 25,6% degli iscritti. Altro elemento incoraggiante è che, a fronte di un calo medio nazionale delle domande di accesso al Corso di Laurea in Infermieristica (-11,1% rispetto all’anno accademico precedente), la sede di Trento ha registrato un aumento significativo dei candidati in prima scelta, segno dell’attrattività della formazione universitaria delle professioni sanitarie provinciale. Sul piano della dotazione territoriale, la provincia di Trento si attesta a 7,9 infermieri ogni mille abitanti, valore in lieve aumento e superiore alla media italiana (6,9), ma ancora inferiore alla media OCSE (9,2). La carenza strutturale stimata in Provincia di Trento è di circa 250 infermieri, cui si aggiungono 180-200 infermieri di famiglia e comunità come previsto dal DM 77/2022 e da modulare in relazione ai modelli assistenziali e organizzativi, per un fabbisogno complessivo stimato tra i 430 e i 450 professionisti.

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