Nel 2025 i casi affrontati sono stati 373 (un più 96% rispetto al 2024); 288 i colloqui individuali o collettivi, contro i 226 dell’anno precedente; 5000 le e – mail inviate (nel 2024 erano state 3800). Queste le cifre che sintetizzano l’attività 2025 del Consigliere e della Vice consigliera di Parità del lavoro che è stata presentata oggi a Palazzo Trentini dal professor Matteo Borzaga e dalla dottoressa Laura Rosina. Un’attività soprattutto di consulenza (gratuita e nel pieno rispetto della privacy) che – dato importante – ha permesso di trovare sempre una mediazione efficace. Un trend di continua crescita – in particolare dal 2022, ha sottolineato Borzaga, quando il CdP è passato dalla Provincia al Consiglio – che sembra confermato anche nei primi mesi del 2026.
I temi principali affrontati dal Consigliere di parità e dalla vice nel 2025 hanno riguardato la conciliazione tra vita familiare e lavoro che riguardano in particolar modo le lavoratrici al rientro della maternità e che faticano a trovare la disponibilità dei datori di lavoro ad applicare la flessibilità dell’orario. “In alcuni casi – ha affermato Borzaga – ci siamo trovati di fronte a rigidità estreme: a datori di lavoro si sono rifiutati di concedere ad una madre una mezzora per andare a prendere il figlio”.
Poi c’è il capitolo del mobbing: cento i casi affrontati dal Cdp in gran parte riferiti all’impiego pubblico. Un numero molto significativo e preoccupante, ha detto Borzaga, che potrebbero definirsi genericamente di disagio e, in alcuni frangenti, di vero e proprio mobbing. Il fatto che la maggior parte delle richieste di consulenza vengano fatte da lavoratori della Pat, dell’Asuit e dei Comuni, soprattutto quelli grandi, non significa che non ci sia mobbing nel privato. Ma le segnalazioni sono molte meno perché i dipendenti temono ritorsioni e il licenziamento.