Approvata la riforma dello Statuto di autonomia. Fugatti: “Non un semplice adeguamento tecnico”

Questa riforma non è un semplice adeguamento tecnico, ma una riaffermazione delle nostre prerogative costituzionali. Passiamo da una fase di arretramento legislativo a una di riacquisizione di spazi di autonomia vitali per i nostri territori”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti intervenendo questa mattina a Roma, al Dipartimento Affari Regionali e Autonomie, alla conferenza stampa di presentazione della riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, approvata definitivamente ieri, mercoledì 13 maggio, dal Senato della Repubblica.

All’incontro hanno preso parte il Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher. Nel suo intervento Fugatti ha ripercorso le tappe che hanno portato all’approvazione della riforma, sottolineando il ruolo svolto dal Governo e dal Ministro Calderoli. “In un primo momento c’era stato un percorso condiviso con tutte le autonomie speciali poi interrotto – ha spiegato Fugatti – in quella fase grazie al presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è deciso di procedere con Trento e Bolzano e da lì il percorso parlamentare ha bruciato le tappe”.

“Finalmente portiamo a compimento un progetto che le Province autonome di Trento e di Bolzano aspettavano da molti anni – ha dichiarato il ministro Calderoli – con 129 voti a favore e nessun contrario, oltre a 48 astenuti, abbiamo raggiunto un risultato eccezionale. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere un obiettivo storico, a qualsiasi livello istituzionale, perché siamo riusciti a intervenire dove dal 1972 nessuno era più riuscito. Era l’ottobre del 2023 quando con la presidente Meloni iniziammo questo percorso, da tempo atteso e mai realizzato in passato, e oggi la riforma dello Statuto è realtà. Un risultato che è frutto dell’impegno di tutti ed è soprattutto una vittoria dell’autonomia nella sua essenza più pura”.

I punti chiave della modifica dello Statuto

Rafforzamento della potestà legislativa: le materie di competenza primaria vengono ora qualificate come “esclusive”. Viene rimosso il limite delle norme di “grande riforma economico-sociale” per il legislatore provinciale.

Nuovi titoli di competenza: vengono incluse nelle competenze esclusive materie strategiche come i contratti pubblici, la contrattazione collettiva nel pubblico impiego, il commercio e le piccole e medie derivazioni idroelettriche.

Gestione della fauna selvatica e sicurezza: è stato introdotto il nuovo titolo di competenza sulla “tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse provinciale, compresa la gestione della fauna selvatica”. I presidenti delle Province acquisiscono poteri di pubblica sicurezza per questa materia.

Norme di attuazione: la riforma valorizza il ruolo delle norme di attuazione come strumento pattizio per armonizzare le competenze statali e provinciali, riducendo il contenzioso.

Focus: fauna selvatica, imprese e lavoro

In merito al tema della fauna selvatica, il presidente Fugatti ha precisato che il consolidamento di questa competenza permetterà di agire con maggiore chiarezza, pur nel rispetto del diritto eurounitario. “Sulla fauna selvatica vogliamo essere chiari – ha concluso Fugatti- l’obiettivo è interpretare meglio le esigenze del territorio attraverso una lettura sinergica delle nuove competenze, fermo restando il rispetto del diritto europeo”.

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