Bonhoeffer, un bilancio sulla sua eredità a partire da una parola chiave: “presenza”

Dietrich Bonhoeffer continua a provocare ancora oggi chiunque lo avvicini. Pastore e docente universitario, pacifista impegnato nei movimenti ecumenici, durante il nazismo contribuì alla nascita della Chiesa confessante. Venne assassinato il 9 aprile 1945.

A ottant’anni dalla sua morte, cinque studiosi – Nicoletta Capozza, Fulvio Ferrario, Massimo Grilli, Ludwig Monti, Alberto Conci – offrono un bilancio sulla sua eredità a partire da una parola chiave: «presenza». Quella di Dio accanto all’uomo; dell’uomo che partecipa alla sofferenza di Dio; della grazia a caro prezzo nel cammino della sequela; del cristiano nel mondo; dei fratelli e delle sorelle nel servizio della vita comune.

È questo senso vivo della presenza che sta alla base di quelle stazioni sulla via della libertà nelle quali Bonhoeffer riconosce il cammino della propria vita. A questa libertà che si declina nella presenza è dedicato questo volume.

Gli autori:

Nicoletta Capozza è docente nei licei e presso l’ISSR di Verona. Ha conseguito il dottorato in Filosofia presso l’Università di Vienna con una tesi sulla relazione fra Nietzsche e Bonhoeffer.

Fulvio Ferrario, pastore valdese, è professore di dogmatica alla Facoltà Valdese di Teologia, a Roma, e professore invitato in diverse Facoltà teologiche cattoliche.

Massimo Grilli è professore emerito della Pontificia Università Gregoriana. I suoi ambiti di ricerca sono i Vangeli sinottici, il rapporto tra i due Testamenti e la linguistica pragmatica applicata al testo biblico.

Ludwig Monti, laureato in Lettere Classiche, ha conseguito un dottorato di ricerca in Ebraistica presso l’Università di Torino.

Alberto Conci, laureato in teologia e in filosofia a Innsbruck, è docente all’ISSR «Romano Guardini» di Trento. Cura per l’editrice Queriniana gli scritti di e su Bonhoeffer.

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